Evasione fiscale: cancellato il diritto alla privacy in caso di accertamento

8 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

La privacy viene meno quando si parla di evasione fiscale.  Prosegue così la lotta del governo Draghi ad uno dei mali dell’Italia. Il governo, nel suo comunicato, l’ha sintetizzata così: “Sono state introdotte, in coerenza con il quadro europeo, alcune semplificazioni alla disciplina prevista dal decreto legislativo 196/2003 del trattamento dei dati con finalità di interesse pubblico”.

Evasione fiscale, viene meno la privacy

Fra le conseguenze contenute nel dl Capienze approvato giovedì sera dal Consiglio dei ministri c’è un depotenziamento dei poteri del Garante quando le amministrazioni pubbliche svolgono compiti di pubblico interesse – come gli accertamenti di natura fiscale. Nello specifico, il trattamento dei dati personali da parte dell’amministrazioni e delle Autorità indipendenti sarà sempre consentito ove necessario per svolgere i propri compiti nel pubblico interesse.

La “semplificazione” citata dal governo sta nel fatto che il Garante per la privacy non avrà più il potere “di prescrivere misure e accorgimenti a garanzia dell’interessato nel caso dei trattamenti svolti per l’esecuzione di un compito di interesse pubblico che possono presentare rischi elevati”, ha spiegato il Sole 24 Ore. La finalità del trattamento dei dati potrà essere definita dalle amministrazioni stesse in coerenza coi propri compiti, nel caso non sia già specificato da una norma di legge.
L’interesse pubblico, insomma, andrà a prevalere su alcune garanzie precedentemente riconosciute dalla legge sulla Privacy del 2003. La contrazione del potere di controllo del Garante dovrebbe facilitare le attività della pubblica amministrazione, compresa la lotta all’evasione, come detto “in coerenza con il quadro europeo”.

E sempre l’Europa entra in gioco sulla partita del Recovery Fund e sulla definizione di tempi (brevi) a disposizione del Garante per la formulazione dei pareri in merito alle riforme del Pnrr. Decorsi i 30 giorni dalla richiesta, il governo potrà procedere con i progetti anche senza un riscontro da parte del Garante della Privacy.