Investimenti

Europa al centro del nuovo ciclo di mercato. È tempo di tornare sui fondamentali: la view di LFDE

Dalla conferenza di metà anno tenutasi stamattina a Milano, la casa di gestione La Financière de l’Échiquier (LFDE) individua nei mercati europei, nelle small cap e nei settori difesa e sanità i driver per il resto del 2025. Attenzione massima all’evoluzione del ciclo macro, al dollaro debole e al ritorno della volatilità USA.

Il 2025 e la nuova era

La nuova era “post-globalizzata”, tra ritorno dei dazi, tensioni geopolitiche e riallocazione dei flussi fuori dagli Stati Uniti, offre all’Europa un’occasione storica per rilanciarsi. È questo il messaggio centrale emerso dalla conferenza stampa di metà anno di LFDE. “Il 2025 si sta configurando come un punto di svolta per i mercati azionari globali, con una leadership che si sposta dall’America all’Europa e ai Paesi emergenti”, ha affermato Michel Saugné, CIO della casa di gestione francese.

Il ritorno dell’Europa

Dopo anni di leadership americana, il primo semestre 2025 ha visto un’inversione di tendenza: le borse europee e dei mercati emergenti hanno sovraperformato gli indici statunitensi, sostenute da valutazioni più contenute, politiche fiscali espansive (come il maxi piano tedesco da oltre il 20% del PIL) e un ciclo degli utili in ripresa.

“Le azioni value hanno battuto le growth di oltre il 50% negli ultimi cinque anni, e nel 2025 il trend sta accelerando”, spiega Saugné. Particolarmente interessante il recupero delle small e mid cap europee, che beneficiano di valutazioni interessanti, forte esposizione domestica e piani di stimolo mirati.

Geopolitica e volatilità USA

Il ritorno di Trump alla Casa Bianca (la cosiddetta “Trump 2.0”) sta generando incertezza trasversale sui mercati: dai dazi alle spese pubbliche, fino all’impatto sulla politica monetaria della Fed. “Il cosiddetto ‘Big Beautiful Bill’ rischia di aumentare il deficit USA di 3.000 miliardi in 10 anni”, sottolineano gli esperti LFDE. Questo alimenta tensioni sui tassi a lungo termine e riduce l’attrattività relativa degli asset americani.

Allo stesso tempo, il rally tech guidato dai “MAG 7” (Microsoft, Apple, Google, ecc.) mostra segni di stanchezza, mentre cresce il peso delle aspettative future sul valore dell’S&P 500. Ben due terzi della capitalizzazione dell’indice americano si basa su utili attesi oltre il 2028: livelli simili a quelli della bolla dot-com.

Cinque opportunità chiave per la seconda metà dell’anno

LFDE identifica cinque direttrici strategiche per cavalcare la seconda parte del 2025:

Equity europee: valutazioni interessanti, sostegno politico e spinta fiscale rendono il Vecchio Continente un terreno fertile per gli investitori.

Mercati emergenti: il dollaro debole e il ritorno dei flussi fuori dagli USA alimentano un nuovo momentum, con focus su India, Sud-Est asiatico e America Latina.

Small e mid cap europee: dopo anni nell’ombra, tornano protagoniste grazie ai fondamentali solidi e alla spinta “domestica”.

Settore difesa: le spese militari europee sono in forte aumento (+16% nel 2023), con oltre 50 società quotate coinvolte nella transizione verso la sovranità tecnologica.

Sanità: sebbene oggi penalizzato dal nuovo corso americano, il settore resta centrale nel lungo periodo, tra invecchiamento della popolazione e innovazione biotech.

Il “fattore X”: la rivoluzione dell’umanoide

Tra le tendenze di lungo periodo, LFDE punta i fari anche sulla robotica umanoide, definita come la “prossima rivoluzione industriale” paragonabile all’arrivo dell’automobile. Entro il 2035, secondo le proiezioni condivise, si potrebbero superare i 100 milioni di unità installate in settori chiave come logistica, assistenza, ristorazione e sanità.

Nel messaggio finale, LFDE lancia un appello affinché l’Europa rilanci la gestione attiva come pilastro della sovranità economica. “Senza un mercato dei capitali europeo integrato e senza il supporto alla gestione attiva, le PMI europee e le nostre eccellenze tecnologiche resteranno esposte alla concorrenza globale e al rischio di colonizzazione finanziaria”, ha concluso Saugné.