EURO IN LEGGERA RIPRESA, NON ACCUSA L’INFLAZIONE

29 Febbraio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Situazione di stallo sui mercati valutari dopo il crollo dell’euro che ieri ha fatto registrare
il nuovo minimo storico nei confronti del dollaro, con il biglietto verde che ha toccato le 2.062 lire.

La moneta unica è apparsa oggi in leggera ripresa a quota 0,9714 dollari, nella giornata in cui in Europa l’inflazione è tornata a rialzare la
testa. I dati Eurostat, infatti, mostrano a gennaio un tasso di crescita dell’1,8% nei quindici paesi dell’Ue e del 2% in Eurolandia.

Un’impennata attesa dagli analisti, che prevedono un picco nel primo semestre del 2000 provocato sostanzialmente dall’aumento del prezzo del greggio. Prezzo che sembra destinato a scendere
nei prossimi mesi, ridimensionando il livello dell’inflazione nella seconda metà dell’anno.

La nuova fiammata dei prezzi in Europa, quindi, non sembra al momento aver avuto ripercussioni particolari sull’andamento dell’euro, anche se alimenta le voci di un possibile rialzo dei
tassi da parte della Bce che si riunirà giovedì 2 marzo.

L’ipotesi è stata fino ad oggi smentita a Francoforte, e la maggior parte degli operatori continuano a ritenerla improbabile.

Anche l’Ecofin, riunito ieri a Bruxelles, ha
lanciato messaggi rassicuranti (l’inflazione è sotto controllo) allontanando l’ipotesi di un nuovo intervento della Bce nel brevissimo priodo. L’esito della riunione della Bce, comunque,
rimane quanto mai incerto.