Euro 2020: a rischio la finale a Wembley. Uefa pensa a Piano B

18 Giugno 2021, di Alessandra Caparello

In pieno svolgimento le partite di calcio di Euro 2020 con le città europee tutte pronte ad accogliere le squadre, proiettate a guadagnare 117 milioni di euro secondo uno studio di i Pitchinvasion.net, guida non ufficiale ai campionati di calcio europei, che mostra quali sono le città che potrebbero avere le maggiori perdite e guadagni quest’estate a causa delle restrizioni all’accesso agli stadi.

Euro 2020: Londra in testa alle città con i maggiori guadagni

Londra è la città che potrebbe trarre i maggiori benefici economici dal torneo, con un guadagno stimato di 23,3 milioni di Euro, seguita da San Pietroburgo (25,7 milioni) e Budapest (20 milioni).
Ma sulla City incombe un grande interrogativo dettato dal fatto che le restrizioni sull’accesso agli stadi, potrebbero far subire a Londra le perdite maggiori, con una differenza di 65,8 milioni rispetto al guadagno stimato in circostanze normali e con uno stadio al completo.

Secondo il Times, la Uefa sta trattando con il governo di Boris Johnson affinchè 2.500 ospiti VIP possano accedere alla finale di Euro 2020 prevista a Wembley.

Si tratta di dirigenti della federazione europea e della Fifa, di sponsor e di dirigenti e giornalisti di tv, che in base alle attuali regole del Regno Unito potrebbero accedere alla partita solo dopo 10 giorni di autoisolamento. La Uefa ha richiesto da tempo che venga concessa un’esenzione, ipotesi che il governo di Boris Johnson sta ancora prendendo in considerazione.

In caso contrario il governo del calcio europeo potrebbe spostare semifinali e finale Euro 2020 a Budapest. ​Non ne parla espressamente ma fonti vicine dicono che il piano B di cui si parla in una nota ufficiale diramata in mattinata possa far  riferimento proprio a Budapest.

“​La UEFA è lieta che la capacità di Wembley per le partite a eliminazione diretta raggiunga almeno il 50%. Al momento, stiamo discutendo con le autorità locali per cercare di consentire ai tifosi delle squadre partecipanti di assistere alle partite, utilizzando un piano rigoroso di test e un concetto di bolla che significherebbe che la loro permanenza nel Regno Unito sarebbe inferiore a 24 ore e i movimenti limitati a mezzi e luoghi autorizzati. Comprendiamo le pressioni che il governo deve affrontare e speriamo di raggiungere una conclusione soddisfacente delle nostre discussioni.
C’è sempre un piano di emergenza, ma siamo fiduciosi che l’ultima settimana si terrà a Londra”.