Esg, sondaggio BlackRock: Covid-19 sarà incentivo all’investimento green

3 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

Il 75% degli investitori globali sta già adottando o intende adottare l’integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (Esg) nel proprio portafogli; un risparmiatore su cinque si dice convinto che la pandemia sarà un ulteriore incentivo agli investimenti sostenibili.

E’ quanto emerge dal sondaggio condotto da BlackRock su 425 investitori in 27 Paesi (compresi piani pensione pubblici e aziendali, asset manager, donazioni, fondazioni e gestori patrimoniali globali) le cui risorse in gestione superano i 25mila miliardi di dollari. Secondo la maggioranza di questo campione, prevale l’intenzione di raddoppiare i rispettivi asset Esg nei prossimi cinque anni.

“Il cambiamento strutturale identificato all’inizio di quest’anno è proseguito, via via che la convergenza delle pressioni politiche e normative, i progressi tecnologici e le preferenze dei clienti hanno trasformato la sostenibilità in un nuovo standard d’investimento,” ha dichiarato Mark McCombe, Chief Client Officer di BlackRock, “i risultati del nostro sondaggio dimostrano che questa transizione sostenibile ha una portata mondiale”.

Esg, Europa più attenta alla “questione morale”

Dopo l’integrazione Esg, gli investimenti “sostenibili” che riscuotono il maggior interesse sono i fondi tematici o l’impact-investment, nella regione EMEA queste strategie sono utilizzate dal 56% e il 52% degli intervistati.

In quest’ultima regione (che include l’Europa) la maggioranza assoluta degli investitori afferma di dedicarsi all’investimento sostenibile non tanto per ragioni di riduzione dei rischi o per i ritorni attesi, bensì, più semplicemente, perché ritiene che sia “la cosa giusta”. Sotto questo aspetto gli investitori americani risultano ancora ancorati, nell’approccio all’Esg, a preponderanti logiche di profitto.

Dal sondaggio emerge poi che la domanda globale di prodotti sostenibili è influenzata a livello regionale da differenze in termini di regolamentazione, percezione pubblica, supervisione di cda e team manageriali e consapevolezza dei benefici sulle performance.

Nella regione EMEA, la maggior parte degli intervistati (51%) ha dichiarato di aver adottato strategie sostenibili perché è “la cosa giusta da fare”, mentre solo il 37% sarebbe spinto dalla volontà di “mitigare il rischio d’investimento”. In America, l’attenuazione del rischio è il secondo più importante catalizzatore che spinge all’adozione di queste strategie (49%), seguito dalla prospettiva di una “migliore performance rettificata per il rischio” e dal “mandato del CdA o del management” (entrambi al 45%).

“A livello regionale, i clienti attribuiscono una diversa priorità alle questioni ESG e alla loro implementazione. Mentre tutti identificano nel rischio climatico una sfida impellente, differente è il grado di attenzione riservato ad altre questioni, come i diritti umani, la diversità e l’inclusione,” ha spiegato McCombe. “I motivi addotti dai clienti per investire in modo sostenibile mostrano un’evidente varianza regionale. Se molti europei interpretano i vantaggi della sostenibilità dal punto di vista dell’impatto sociale, negli USA gli investitori sono più concentrati sulla gestione del rischio e sulle performance d’investimento.”