Enel lascia definitamente la Russia. Analisi tecnica del titolo

13 Ottobre 2022, di Gianmarco Carriol

Enel ha comunicato di aver perfezionato ieri, come comunicato il 16 giugno scorso, la vendita dell’intera partecipazione in PJSC Enel Russia, pari al 56,43% di quest’ultima, a PJSC Lukoil e al Closed Combined Mutual Investment Fund Gazprombank-Frezia, per un corrispettivo complessivo di circa 137 milioni di euro, a seguito del verificarsi di tutte le condizioni sospensive previste nei due distinti contratti con essi stipulati, tra cui approvazione dell’operazione da parte del presidente della Federazione Russa. Il presidente russo Vladimir Putin ha emesso un decreto a fine settembre che autorizza Enel a vendere la sua partecipazione di controllo in PJSC Enel Russia.

A seguito dell’operazione la società ha ceduto tutti i suoi asset di generazione elettrica in Russia, che comprendevano circa 5,6 GW di capacità convenzionale e circa 300 MW di capacità eolica in diverse fasi di sviluppo. L’operazione è coerente con l’obiettivo strategico del gruppo di concentrare le proprie attività principalmente nei paesi in cui una posizione integrata lungo la catena del valore può guidare la crescita e migliorare la creazione di valore dalle opportunità offerte dalla transizione energetica. L’operazione dovrebbe avere un effetto positivo sull’indebitamento netto di Enel di circa 610 milioni di euro e un impatto negativo sull’utile netto riportato di circa 1,3 miliardi di euro. 

Analisi tecnica del titolo Enel

Risultato positivo per il gruppo energetico che ha chiuso la seduta di oggi in rialzo dell’1,72%. La partenza è stata promettente per il titolo che ha esordito a 3,957 euro, sotto il minimo della sessione precedente, per poi migliorare nell’arco della sessione mattutina e terminare a 4,157 euro, livello massimo toccato nella sessione.

Lo scenario di breve periodo evidenzia un declino verso area 3,950 con prima area di resistenza vista a 4,130 euro (dove il prezzo ha già mostrato anche una reazione). Le attese sono per un ampliamento della fase negativa verso il supporto visto a 3,833 euro.

Gianmarco Carriol | Wall Street Italia