Elezioni Usa, per T. Rowe Price dagli investimenti federali una spinta al settore industriale

2 Novembre 2020, di Redazione Wall Street Italia

T. Rowe Price: elezioni USA, dagli investimenti federali una spinta per il settore industriale

A cura di Katie Deal, Washington Analyst, U.S. Equity Division, T. Rowe Price

Le potenziali dimensioni della futura spesa federale in sostegno all’economia e soprattutto le misure infrastrutturali avranno importanti implicazioni per il settore industriale.

Dopo l’approvazione del Tax Cuts and Jobs Act, il presidente Donald Trump ha pubblicato un’agenda per le infrastrutture che non si è mai trasformata in legge.
Se dovesse vincere le elezioni, Trump potrebbe spingere per un pacchetto per il miglioramento dei trasporti di superficie – misure per la riparazione di strade e ponti – e la gestione di aeroporti e altre infrastrutture chiave. Il candidato democratico ed ex Vice Presidente Joe Biden, al contrario, ha promesso un piano ambizioso per finanziare progetti infrastrutturali tradizionali, investendo al contempo in energia pulita ed efficientamento energetico.
Se implementato, il piano espansivo di Biden potrebbe accelerare la spinta verso l’efficientamento energetico e la riduzione di emissioni di gas serra, un trend secolare che impatterebbe sulle aziende specializzate in compressori d’aria, ferrovie, aerei commerciali, veicoli elettrici e gas industriali. I dettagli dei piani infrastrutturali dei due candidati dipenderanno fortemente dall’equilibrio dei poteri in Senato.

Politica commerciale

Anche le politiche commerciali del prossimo Presidente avranno implicazioni importanti per le aziende industriali, che generalmente vendono i propri prodotti all’estero e operano attraverso supply chain globali.
Entrambi i candidati hanno espresso un approccio duro nei confronti della Cina, anche se strategie e obiettivi sono diversi.

Nel suo primo mandato, l’impegno di Trump nel ridurre il deficit commerciale statunitense attraverso dazi punitivi ha generato elevata incertezza, maggiore attenzione da parte delle autorità e costi per le aziende industriali con attività multinazionali. Riteniamo che le tensioni commerciali con la Cina probabilmente si intensificheranno se i Repubblicani dovessero essere rieletti. Allo stesso tempo, Trump potrebbe anche cercare di ridefinire le relazioni Usa-Europa, aumentando il rischio di possibili ulteriori dazi.
Tutti segnali che suggeriscono che, se eletto Presidente, Biden adotterebbe un atteggiamento duro nei confronti della Cina in ambito di prassi di mercato e di diritti umani, anche se probabilmente cercherebbe di garantirsi una partnership multilaterale e di impegnarsi in una rinegoziazione delle relazioni con la Cina, andando oltre le questioni commerciali.

Rimpatrio del settore industriale

Le sfide che gli USA hanno incontrato nel procurarsi dispositivi di protezione individuale e altri strumenti medici essenziali durante la pandemia hanno dimostrato la necessità di assicurarsi un approvvigionamento rapido e accessibile in caso di crisi. Queste preoccupazioni sulla sicurezza delle supply chain potrebbero rafforzare gli sforzi dell’Amministrazione Trump per incoraggiare un rimpatrio dell’industria americana attraverso crediti fiscali e dazi. Inizialmente gli sforzi si concentreranno probabilmente su specifiche supply chain sanitarie o tecnologiche, ma potrebbero estendersi a tecnologie critiche per il settore industriale. Anche Biden ha espresso supporto per l’onshoring di alcuni settori strategicamente rilevanti per gli USA.

Regolamentazione ambientale

Gli sforzi di deregolamentazione di Trump hanno rimosso e indebolito la normativa ambientale, riducendo i costi di compliance per alcuni segmenti produttivi e di industria pesante. Questo trend probabilmente continuerà se Trump verrà rieletto. Un’Amministrazione Biden cercherebbe invece di rafforzare la regolamentazione ambientale, probabilmente rendendola più stringente rispetto a quanto implementato durante i mandati di Barack Obama.

Per esempio, Biden ha supportato la classificazione degli PFAS (Sostanze perfluoro alchiliche) come “sostanze pericolose”, che richiederebbe limiti massimi applicabili alla loro presenza nell’acqua potabile. La prevalenza di queste sostanze in molte industrie e prodotti potrebbe implicare costi di risanamento per le aziende inquinanti.

Al di là dei risultati politici, i titoli del settore industriale potrebbero essere favoriti una volta che il focus degli investitori si sarà spostato sul ciclo economico che ci attende, con la possibilità di una crescita economica sincronizzata nelle economie chiave che rappresenterebbe un catalizzatore positivo per il settore.