Elezioni Usa, Obama: “Hillary persona giusta”. Fuori scoppia il caos

28 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

PHILADELPHIA (WSI) – E alla fine è arrivato anche Barack Obama alla convention dei democratici che ha incoronato ufficialmente nuovo candidato in corsa alla Casa Bianca, l’ex segretario di Stato Hillary Clinton. Dopo gli interventi di Leon Panetta, ex capo della CIA, Bill De Blasio, sindaco di New York, Joe Biden, l’attuale vice presidente, Michael Bloomberg, l’ex sindaco di New York, e Tim Kaine, scelto da Clinton come suo vice, il suo era il discorso più atteso di mercoledì e il presidente Usa, sapendo anche commuovere, non ha deluso la platea.

“È lei la persona adatta, l’ho vista lavorare al mio fianco, nessuno oggi è preparato quanto lei per guidare questo paese. Hillary è una che vi difenderà, è una che non molla mai”.

Queste le parole del presidente che sale sul palco di Philadelphia per spiegare i motivi per cui bisogna votare per l’ex Segretario di Stato, mentre dalla platea si alza il coro “Yes we can“, lo slogan della sua campagna nel 2008. Un discorso carico di emozioni è quello che pronuncia Obama, garantendo il suo appoggio incontrastato all’ex First Lady che, secondo l’attuale inquilino della Casa Bianca, “è meglio di me e di Bill (NdR: Clinton)”.

“Sapete, non c’è nulla che ti prepari veramente per le sfide dello Studio Ovale. Finché non ti sei seduto dietro quella scrivania non sai cosa significa affrontare una crisi globale o mandare dei giovani a combattere al fronte. Ma Hillary in quella stanza c’è stata, ha preso parte a quelle decisioni. Sa qual è la posta in gioco delle decisioni di governo per le famiglie dei lavoratori, i pensionati, i piccoli imprenditori, i soldati, i reduci. Anche nel mezzo di una crisi lei ascolta le persone, mantiene il sangue freddo, tratta tutti con rispetto. E per quanto sia alto il rischio di fallire, per quanto altri possano cercare di sconfiggerla, lei non molla mai. Questa è la Hillary che io conosco. È la Hillary che ho finito per ammirare. Ecco perché io posso dire con fiducia che non c’è mai stato un uomo o una donna qualificati quanto lei a fare il presidente degli Stati Uniti”.

Ma mentre Obama saliva sul palco del Wells Fargo Center, fuori è scoppiato il caos. Alcuni manifestanti sono riusciti a superare le barricate costringendo i poliziotti a tirare fuori i manganelli. Le proteste contro Clinton e la convention Democratica, probabilmente anche da parte dei sostenitori dello sconfitto delle primarie Bernie Sanders, hanno portato a sette arresti.

A un certo punto è stata anche bruciata una bandiera americana e una donna si è ustionata quando ha provato a camminare sopra la bandiera. Il giorno prima quattro persone sono state fermate per aver scalato una barriera di sicurezza. In totale da quando è iniziata la convention sono 11 gli arrestati.

Obama e Bloomberg attaccano Trump

Nel suo discorso Obama non risparmia un attacco al tycoon newyorchese Donald Trump che poche ore prima ha invitato la Russia a entrare in possesso e poi rivelare le email segrete di Hillary per comprometterne la campagna presidenziale.

“L’America che io conosco è piena di coraggio, ottimismo, inventiva. L’America che io conosco è onesta e generosa. Certo, abbiamo le nostre preoccupazioni quotidiane (…) L’America è già grande. L’America è già forte. E vi assicuro la nostra forza e la nostra grandezza non dipendono da Donald Trump”

Alla fine del discorso di Obama Hillary Clinton è salita sul palco per abbracciare il presidente che riserva per l’ex segretario di Stato parole di gratitudine.

“Sono molto orgoglioso di te. Non sono mai stato così ottimista sul futuro dell’America. Come non potrei esserlo dopo tutto quello che abbiamo raggiunto insieme. Sotto molti punti di vista il nostro Paese è più forte e più prosperoso di quando abbiamo iniziato, ma resta ancora del lavoro da fare”.

La convention del partito dell’asino si conclude stasera, quando sarà Hillary Clinton a salire sul palco e pronunciare un discorso molto atteso, con il quale accetterà formalmente l’investitura del partito per candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti.