Elezioni Usa, i vincitori e i vinti con il piano climatico di Biden secondo T. Rowe Price

21 Agosto 2020, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Katie Deal, Washington Analyst – U.S. Equity Division, T. Rowe Price

Il candidato democratico Joe Biden ha un’agenda climatica ambiziosa, che presenta tra gli obiettivi principali quello di azzerare le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla produzione energetica statunitense entro il 2035 e preparare il Paese a raggiungere la ‘neutralità carbonica’ entro il 2050.
Grazie a $2.000 miliardi di investimenti federali, Biden punta ad ottenere tre risultati: creare posti di lavoro, modernizzare le infrastrutture critiche e sostenere la crescita delle tecnologie green, puntando contemporaneamente a portare gli USA all’avanguardia nella transizione energetica.

Data la difficoltà di far approvare leggi così estreme anche avendo la maggioranza al Congresso, il piano di proposte di Biden, ispirato a grandi ideali, verrebbe probabilmente ridimensionato e trasformato in un disegno di legge più facile da far passare. Tuttavia, dobbiamo aspettarci che i due temi su cui si basano le proposte climatiche di Biden diventino i fondamenti del suo mandato presidenziale: una maggiore regolamentazione del settore dei combustibili fossili e maggiori incentivi per favorire lo sviluppo domestico di tecnologie green ed energeticamente efficienti.

Leggi e regolamentazioni: gli strumenti a disposizione di Biden
Se venisse eletto, Biden avrebbe due priorità nei primi mesi del suo mandato: mitigare gli effetti a breve termine della pandemia di coronavirus e supportare la ripresa dell’economia.
Biden ha inquadrato le sue politiche ambientali e climatiche come parte di un piano economico più ampio, il che suggerisce che gli investimenti federali in infrastrutture green potrebbero essere una componente fondamentale del suo progetto per la ripresa. Tuttavia, l’inclusione di queste misure nel piano dipenderà sia dalle priorità dell’amministrazione, che potrebbero cambiare da qui a gennaio 2021, sia dalla capacità di Biden di far approvare le leggi in Senato.

Dato che molti aspetti del piano di Biden richiederebbero che il Congresso approvi e implementi misure fiscali e di spesa, il numero di democratici in Senato determinerà quanto l’amministrazione Biden sarà in grado di portare avanti la propria agenda. Se i democratici otterranno la maggioranza in Senato, Biden potrà usare il processo di budget reconciliation per far passare iniziative di investimento nell’energia pulita e nelle infrastrutture green. Senza una maggioranza, la sua amministrazione dovrebbe invece smorzare le proprie proposte di legge.
Al contrario, per Biden la regolamentazione sarebbe il percorso più semplice per promuovere il rispetto dell’ambiente e rappresenterebbe un’opportunità per ristabilire e rafforzare la posizione dell’amministrazione Obama verso i combustibili fossili.

Vincitori e vinti nella transizione energetica
Sebbene i dettagli delle proposte di regolamentazione di Biden siano ancora in fase di sviluppo, ci aspetteremmo che la sua amministrazione aumenti la supervisione federale sulle società di petrolio e gas.
Biden ha promesso una maggiore rigidità sulle emissioni di gas, comprese le perdite di metano nell’atmosfera derivanti dalle attività di queste società.
Ci aspetteremmo anche che le agenzie governative inaspriscano i requisiti per l’emissione dei permessi, generando costi di compliance più elevati per i pozzi di petrolio e di gas e altre infrastrutture legate ai combustibili fossili.
Biden non è favorevole a vietare a livello nazionale il fracking. Tuttavia, nella sua campagna si è mostrato a supporto di una moratoria sulle nuove concessioni sui terreni federali, con il blocco dei permessi in queste aree e l’aggiustamento della struttura delle royalty per i pozzi.
Biden ha anche proposto di sfruttare i crediti fiscali federali e di semplificare i regolamenti per incentivare la produzione e adozione di energia rinnovabile – compresi ampi investimenti federali nella modernizzazione della rete elettrica.
Queste e altre politiche potrebbero rafforzare i venti favorevoli per le utility di elettricità nel lungo periodo.

Industria automotive: favoriti i veicoli elettrici
Biden considera il settore dei veicoli elettrici come cruciale per ottenere sia la ‘neutralità carbonica’ sia una rinascita della manifattura statunitense. In aggiunta agli incentivi fiscali che sosterrebbero la produzione domestica e l’acquisto di vetture elettriche, Biden si è impegnato ad usare i fondi federali per costruire 500.000 stazioni di ricarica, a irrigidire gli standard sul consumo di carburante per i veicoli che trasportano passeggeri e ad aggiornare il parco auto federale.

In conclusione, anche se l’amministrazione Biden potrebbe dover aggiustare le proprie promesse elettorali per adeguarle alle priorità legislative in evoluzione e far fronte alle sfide burocratiche, ci aspettiamo che il candidato democratico userebbe tutti gli strumenti a sua disposizione per promuovere l’agenda climatica e ambientale del suo partito.