Società

Editoria: ‘L’Espresso’ verso un rapido e sicuro declino

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ROMA (WSI) – Pubblichiamo i comunicati dei cdr del settimanale L’Espresso e del quotidiano La Repubblica, ammiraglie del Gruppo Editoriale L’Espresso facente capo alla CIR (vedi a fondo pagina) di Carlo De Benedetti e quotato in borsa, dopo l’ennesima conferma di una crisi irriversibile per l’editoria cartacea italiana. Il titolo Gruppo Editoriale L’Espresso ha perso negli ultimi 6 mesi -40,06% e ha chiuso venerdi’ a 0,98 euro: un’azione costa meno di quanto costi una copia del settimanale in edicola.

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Questa mattina il presidente del Gruppo Espresso Carlo De Benedetti e l’amministratore delegato Monica Mondardini ci hanno convocato improvvisamente per annunciare il cambio repentino del direttore del nostro settimanale: Bruno Manfellotto verrà sostituito da Luigi Vicinanza.

I vertici dell’azienda e i direttori (uscente ed entrante) durante l’incontro hanno parlato delle difficoltà del conto economico del giornale e della necessità di «andare avanti a costi più ridotti possibile». Poi, salutando Bruno Manfellotto, il gruppo ha sottolineato l’impegno del direttore uscente nella “ristrutturazione” del giornale e ha chiesto a Luigi Vicinanza di «individuare nuove linee di intervento», proseguendo il «buon lavoro» ereditato da Manfellotto.

[ARTICLEIMAGE] Dunque se da un lato ci viene chiesta disponibilità all’innovazione e al cambiamento, dall’altro l’azienda propone la solita minestra: tagli, tagli, e ancora tagli. “L’Espresso” è appena uscito da uno stato di crisi che ha portato al prepensionamento di 12 colleghi. Una ristrutturazione presentata come premessa al rilancio del settimanale, che invece non ha mai visto la luce. Manfellotto, addirittura, ha evidenziato che lo stato di crisi ha immobilizzato per due anni “L’Espresso” costringendolo «all’ordinaria amministrazione», quando invece il panorama editoriale avrebbe imposto sforzi e strategie straordinari.

Ancora oggi l’azienda – paventando ulteriori sacrifici su una redazione che ha già pagato l’assenza di scelte editoriali convincenti – non ha presentato nessun piano di rilancio. Nessuna visione del futuro del giornale. Né ipotesi di investimento sul più autorevole newsmagazine del Paese. Nessuna idea su come affrontare la burrasca che sta travolgendo il mondo dell’informazione.

Ci auguriamo, dunque, che non siano, ancora una volta, solo i giornalisti e i poligrafici a pagare gli effetti della crisi. In questo scenario a dir poco confuso sul futuro del settimanale, ci confortano le parole del presidente De Benedetti, che ha invece ricordato il «ruolo fondamentale de “L’Espresso” nella storia del giornalismo italiano». Aggiungendo che «in un momento così incerto per il Paese, questa storia si deve rinnovare mantenendosi forte e viva». Esattamente quello che noi chiediamo da anni all’azienda e ai direttori.

Con questo spirito salutiamo Bruno Manfellotto e facciamo gli auguri a Luigi Vicinanza.

L’assemblea de “L’Espresso”

Leggi La nota dell’azienda

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Comunicato del Cdr di Repubblica

Dopo la comunicazione del cambio di Direzione all’Espresso e il successivo comunicato dei colleghi del Cdr del settimanale, abbiamo espresso all’Azienda la nostra preoccupazione per gli argomenti con cui l’Editore ha accompagnato, motivandola, la decisione. L’Espresso, infatti, è testata che non solo fa parte della storia del giornalismo di questo Paese e dà il nome al gruppo. E’ qualcosa di più: nel bene e nel male è stata ed è laboratorio delle strategie del gruppo.

Pur essendo, dunque, perfettamente consapevoli della necessità di far fronte a numeri di diffusione e pubblicità, che riflettono il momento grave attraversato dal settore e che solo un giornale con i conti in ordine può dirsi davvero indipendente, riteniamo che nessuna ulteriore ristrutturazione possa avere respiro se non diventi un’occasione di rilancio e ripensamento profondo del prodotto. Prendiamo atto delle rassicurazioni dell’Editore su questo punto, ma le attendiamo alla prova dei fatti. Consapevoli che il gruppo è uno soltanto e ci vede tutti insieme.

Il Cdr di Repubblica

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Profilo societario da Borsa Italiana:

Compagnie Industriale Riunite è la holding industriale della famiglia De Benedetti, detenuta al 46,2% da Cofide (Compagnia Finanziaria De Benedetti).

CIR, che si distingue per gli investimenti sia in business maturi, sia in settori ad alto potenziale di crescita, detiene quattro importanti partecipazioni:

L’Espresso, il principale investimento, è un gruppo leader dei media, operante nella carta stampata (con il quotidiano La Repubblica e il settimanale L’espresso), nella radio, nella televisione digitale, nella raccolta di pubblicità e nel settore Internet;

Energia è una delle società leader del nuovo mercato libero dell’elettricità e del gas.Nata nel luglio 1999 da una joint-venture fra il Gruppo CIR e l’austriaca Verbund, ha guadagnato quote di mercato crescenti, ricoprendo sin dall’inizio un ruolo da protagonista nel mercato liberalizzato;

Sogefi è uno dei maggiori gruppi internazionali operanti sulla scena mondiale nel settore dei componenti autoveicolistici. Il core business si concentra su due settori di attività: la filtrazione ed i componenti elastici per le sospensioni;

HSS (Holding Sanità e Servizi) ha iniziato la sua attività nel 2003 nel settore della sanità e opera in particolare attraverso residenze sanitarie assistenziali (RSA), strutture di terapia psichiatrica e centri di riabilitazione funzionale.