Economia mondiale giunta al punto di svolta

10 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Ogni anno nel mese di dicembre i team di analisti delle banche si sbizzariscono con le loro previsioni su come si comportera’ l’economia mondiale nei dodici mesi successivi. Le stime di fine 2011 aprono una questione cruciale per investitori e autorita’: l’economia globale ha o non ha toccato il fondo a cavallo tra 2011 e 2012.

Gli investitori vogliono sapere se i cali previsti dagli economisti sono scontati nei prezzi di borsa in modo da non farsi trovare impreparati da eventuali future sorprese, che avranno un impatto sui prezzi delle varie classi di asset.

I grafici in allegato a sinistra ci insegnano che dovremo rassegnarci a una serie di previsioni negative per il Pil delle principali nazioni mondiali. Sia per quanto riguarda il Pil dell’anno 2012 sia per il 2013 ci sono state revisioni al ribasso importanti negli ultimi 18 mesi.

Ma le previsioni ci dicono anche qualcosa di piu’ importante per chi investe: l’azionario globale fara’ un balzo del 14,2% quest’anno, contro il 5,7% dei bond. Anche questo e’ un segnale del fatto che qualcosa si sta muovendo, nel quadro di una tendenza allo spostamento graduale dall’avversione verso il rischio alla propensione verso gli investimenti in asset ad alto rendimento.

Come sottolinea l’editorialista Gavyn Davies sul suo blog sul Financial Times, il livello stimato del Pil 2013 e’ stato ritoccato al ribasso del 2% nel complesso dall’autunno dell’anno scorso. Le revisioni sono state distribuite in maniera equiparata tra il 2012 e il 2013. Rappresentano un’eccezione importante gli Usa. Non sorprende invece he le revisioni piu’ nette hanno riguardato i paesi piu’ indebitati dell’area euro e il Regno Unito. Anche Cina ed economie in via di sviluppo hanno visto un pesante peggioramento delle previsioni.

La serie di grafici riportati a fianco mostra tuttavia come il tasso del Pil mondiale per il 2013 e’ molto vicino a quello del 2012 in media. Cio’ implica anche un elemento da non sottovalutare: il tasso di crescita trimestrale iniziera’ a migliorare d’ora in avanti.

Prima della ripresa – si sa – va toccato il bottom. Quello su base annualizzata e’ fissato al 2,4% nel trimestre attuale. Da li’ il tasso potrebbe crescere al ritmo del 3,5% entro gli ultimi tre mesi dell’anno prossimo. In altre parole, l’economia mondiale e’ giunta a un punto di svolta cruciale. Se verra’ toccato il fondo, un tale evento sancira’ l’inizio di un periodo di ripresa.

Anche le previsioni del FMI puntano nella medesima direzione. Nel 2012 e 2013 non sono mancate le revisioni al ribasso, ma la maggior parte delle economie dovrebbe tornare a registrare un rialzo del Pil, che dal 2014 potrebbe persino essere migliore della media prevista oggi.
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Va anche tenuto in considerazione che i tassi di crescita a medio termine non sono stati ritoccati, ad eccezione del caso cinese e di altre economie emergenti, dove le previsioni sui cinque anni a venire sono state abbassate di circa l’1,5% da quando e’ scoppiata la crisi finanziaria.

Dal momento che nel trimestre attuale siamo al punto di svolta per l’attivita’ economica e produttiva mondiale, gli investitori devono guardare con un’attenzione maggiore del solito ai cambiamenti nel consensus degli economisti.