E’ la Spagna che sta sostenendo l’Eurozona? Francia e Italia note dolenti. Shock Germania

5 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Europa a due facce, con la sorpresa che arriva di nuovo da Madrid. Nuovo dato boom per la Spagna, reduce da una crescita del Pil al tasso migliore dal 2007. Nel mese di luglio, la crescita nel settore servizi è balzata a 59,7 punti dai 56,1 punti di giugno, stando a quanto ha riportato la società che ha stilato il dato, Markit. Si tratta di un valore vicino al record dal 2006. Il risultato è che l’indice composite, sempre stilato da Markit, è cresciuto in Spagna a 58,3 punti, ovvero al massimo in due mesi.

Bene anche la Germania, dove il Pmi Composite è rimasto a 53,7 a luglio, comunque superiore ai 53,4 della lettura preliminare, mentre il dato francese si è confermato a 51,5, come nella lettura preliminare, al minimo in tre mesi.

Nel caso dell’Italia, il Pmi composite è rimasto ai minimi in quattro mesi, a 53,5 punti.

Markit ha commentato: “la Spagna ha registrato il tasso migliore di crescita economica tra i “Grandi 4″ dell’area euro (Spagna, Germania, Italia, Francia), con un ritmo di espansione tornato ai record degli ultimi 101 mesi, di aprile. La crescita in Germania rimane solida e costante, mentre decelerazioni sono state segnalate sia in Francia che in Italia”.

L’indice Pmi composite dell’Eurozona nel suo complesso ha confermato di conseguenza- a causa degli impatti negativi di Francia e Italia – il rallentamento della crescita del settore privato a luglio, a 53,9 punti dai 54,2 di giugno.

“Gli ultimi dati PMI hanno messo in evidenza che, all’inizio del terzo trimestre, il tasso di espansione dell’attività economia in Eurozona è rallentato lievemente. Tuttavia, la crescita è rimasta vicina al record in quattro anni segnato a giugno, con la portata dell’indebolimento meno marcata rispetto a quanto segnalato dai dati preliminari”.

Riguardo alla componente dei servizi, il dato relativo all’intera Eurozona è sceso a 54 punti dai 54,4 punti, comunque al di sopra del dato preliminare pubblicato lo scorso 24 luglio, che si è attestato a 53,8 punti.

“L’economia dell’Eurozona ha mostrato una resistenza rassicurante, a fronte della crisi del debito della Grecia a luglio – ha commentato Chris Williamson, responsabile economista di Markit, a Londra – Con risultati del sondaggio come questi, senza ombra di dubbio la Bce vedrà che la ripresa dell’Eurozona è in corso”. Inoltre, Markit ha fatto notare che il periodo attuale di creazione di posti di lavoro è il più duraturo dal 2011, con l’occupazione che è cresciuta in Germania, Italia e Spagna, a luglio, e con il tasso di crescita che è accelerato in Germania, record in cinque mesi, e in Spagna, record in 100 mesi.

Tornando al dato della Spagna, le società attive nel settore servizi hanno parlato di “un ennesimo forte aumento dei nuovi ordini” e una creazione dei posti di lavoro al ritmo più sostenuto in otto anni.

Reso noto anche il dato relativo alle vendite al dettaglio in Eurozona, anch’esso inferiore alle stime, e in calo -0,6%. Sorpresa negativa dalla Germania, -2,3%. E la crescita su base annua delle vendite si è più che dimezzata, al più 1,2 per cento a giugno dal più 2,6 per cento di maggio.

Il quadro negativo per l’Italia è stato confermato dal dato reso noto stamattina dall’Istat, quello dell’indice destagionalizzato della produzione industriale, che nel mese di giugno è sceso -1,1% rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno la produzione è aumentata dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.

Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2015 l’indice è diminuito in termini tendenziali dello 0,3% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di giugno 2014). Nella media del primo semestre dell’anno la produzione è aumentata dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (Lna)