È Guerra. La Russia è pronta da anni (anche in economia). Noi no

27 Febbraio 2022, di Leopoldo Gasbarro

Siamo in Guerra. E non è un modo di dire guardando le immagini delle tv. No, siamo in guerra anche noi. È in guerra anche l’Italia. Dopo 70 anni di pace siamo di nuovo in Guerra. Prima ne prendiamo atto e meglio è ed ora vi spiego perchè…

Mio padre era un ufficiale. Tenente Colonnello dell’esercito italiano, mi ha fatto comprendere più volte di come non si potesse ragionare con chi ha una forma mentis diversa dalla nostra, con chi, come Vladimir Putin non ha i nostri stessi principi, parametri, schemi mentali.

“Uno come Putin – mi avrebbe detto oggi, mio padre, puoi solo aggredirlo, abbatterlo, sconfiggerlo sul suo stesso terreno, quello dell’impreparazione psicologica. Putin puoi sconfiggerlo con la sua stessa strategia. Aggredendolo quando non se lo aspetta, eliminandolo quando non se lo aspetta. Lui, a ragion veduta, pensa di poter fare ciò che vuole perchè noi dipendiamo dal suo gas? Usa la nostra dipendenza energetica come un’arma impropria”.

E’ GUERRA? E ALLORA BASTA USARE IL SUO GAS. Staremo al freddo per un po’. Rinunceremo a qualche miliardo di fatturato di vendite di prodotti in quel Paese? E’ GUERRA, comportiamoci di conseguenza”.

E poi mi avrebbe detto: Preparati ad esser forte, per te e per chi ti sta vicino. preparati a prove che non hai ancora mai sostenuto, preparati a sentire freddo, ad avere fame, preparati ad essere pronto, preparati a confrontarti con chi è già pronto ad essere cattivo quando tu non lo sei“.

Quanto mi farebbe comodo oggi la sua voce, la sua decisione, la sua incisività, la sua intraprendenza. Ma mi basta pensare a cosa avrebbe fatto lui per comprendere cosa devo fare anche io oggi.

Le avevamo viste solo nei film. La guerra, quella vera, per me che faccio parte dell’ultimo gradino (il 1964) della categoria dei Baby Boomers non era poi così lontana: si era conclusa meno di un ventennio prima. Che cosa volete che siano pochi anni? Ma hanno fatto tutta la differenza del Mondo. Faccio parte così come quasi tutti voi di quella che chiamo “generazione della pace”.

Per me la Guerra era un film al cinema, un tersto di scuola, ma era soprattutto nei racconti di Mamma e Papà. Castel di Sangro era sul fronte che passava per Cassino (dove viveva papà), Napoli era un centro di continui bombardamenti (dove era mia mamma). Le immagini in televisione di queste ultime ore mi hanno riacceso la “memoria dei loro racconti”. Le sirene antiaereo, le corse sotto le gallerie della metropolitana a Napoli per proteggersi dalle bombe. Il rombo degli aerei che volavano su città e paesi portando il loro carico di morte.

E’ GUERRA. E’ guerra e non sappiamo neanche cosa sia la guerra. E’ Guerra e non abbiamo mai imbracciato un fucile, una pistola, un bazooka o un lanciafiamme. E’ Guerra. E gli amici diventano di colpo nemici. Il mio amico Vassili giornalista moscovita, ora cos’è? Se dovessi incontrarlo dovrei abbracciarlo, come è sempre successo, o dovrei accoltellarlo prima che lui lo faccia a  me?

E’ GUERRA. E non sappiamo neanche immaginarla la crudezza della Guerra. Mio padre mi raccontava della sua “Fame atavica” per le volte che in otto avevano diviso qualche patata cotta sotto la cenere o le fughe dai campi di prigionia prima che fossero tradotti all’estero in qualche campo di concentramento.

E’ GUERRA. Dobbiamo prenderne atto. E’ GUERRA e non sappiamo come finirà.

E’ Guerra, una guerra cui la Russia e forse la Cina si sono già preparate da tempo. Noi no. Non L’Europa. E’ GUERRA DI CUI FORSE IL PRIMO ATTO, COSI’ COME MOLTI SOSPETTANO, E’ STATO SANCITO DALLA DIFFUSIONE DI UN VIRUS: il Covid_19.

E’ GUERRA. La Russia si è preparata.

La Russia negli ultimi anni si è resa più autarchica da un punto di vista finanziario, incrementando le riserve. Ed ha incrementato l’interscambio con la Cina. 

Hanno ridotto il rapporto debito/Pil; aumentato le riserve internazionali con progressivo incremento della quota detenuta sotto forma di oro (oggi circa 25% dei 630 mld  di dollari complessivi) e, di fatto hanno azzerato la quota di Treasury, dei titoli di stato americani.

Hanno provveduto alla riduzione della cosiddetta “dipendenza dall’estero”, ossia riduzione mediamente del rapporto riserve/esportazioni (annualizzate), oggi di poco superiore all’anno; Il Pil pro-capite è ancora relativamente molto più basso rispetto ad esempio alla Ue a 27 paesi.

In estrema sintesi, la Russia negli ultimi anni si è resa più autarchica da un punto di vista finanziario, incrementando le riserve per far fronte a prolungati periodi di tensioni sul fronte commerciale. Inoltre ha incrementato l’interscambio con la Cina, soprattutto sotto il profilo dell’export.

Le sanzioni che verranno applicate impatteranno sulle entrate fiscali della Russia, la quale appare però meglio attrezzata rispetto al passato per sostenerne l’impatto, anche in seguito al maggior interscambio con la Cina.

Ma la Russia si è preparata salvando anche i beni dei suoi attuali governanti e degli OLIGARCHI i ricchi dell’energia. Gli ABRAMOVICH per rendere l’idea. Loro sapevano, come riportato dal report sottostante:

 

Gli esaminatori delle principali istituzioni finanziarie occidentali come la Bank of New York Mellon e Barclays avevano segnalato transazioni “sospette” provenienti da Promsvyazbank già nel 2011.

Martedì, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha bloccato Promsvyazbank e Vnesheconombank, dal sistema finanziario americano per prendere di mira “La capacità della Russia di finanziare l’aggressione contro i suoi vicini”.  Ma i blocchi sono arrivati tardi. A dimostrazione che le operazioni belliche erano già ampiamente preventivate.

Uno studio del 2017 sugli oligarchi russi pubblicato dal National Economic Bureau con sede negli Stati Uniti ha stimato che fino a $ 800 miliardi sono detenuti da ricchi russi nel Regno Unito, Svizzera, Cipro e centri bancari offshore simili. Quella vasta fortuna, detenuta da poche centinaia di individui ultra ricchi, è più o meno uguale alla ricchezza dell’intero resto della popolazione russa di 144 milioni di persone. E sarebbe già stata messa in altre cassaforti oggi.

Ma dobbiamo confrontarci con la GUERRA. Sta entrando dentro le nostre case. Sta entrando prepotentemente dentro le nostre vite.

Per ora non credo alla diplomazia. La “Dottrina Gerasimov” (il generale che guida le operazione militari e strategiche per Putin) allenta e riprende sempre con maggior forza le attività.

La “Dottrina Gerasimov” illude e distrugge. Prende tempo e sorprende. Vedrete avverrà anche oggi. Non si fermeranno. Non si sarebbero preparati tanto a lungo e tanto minuziosamente per fermarsi. Non sappiamo neanche a quali risrse sapranno attingere e potranno attingere. E’ una lotta tra il Bene ed il Male.

Una lotta che proviamo a raccontarvi in prima persona portandovi direttamente in Ucraina.

Yuri. E’ il papà della moglie di uno dei miei più cari amici. Vive a Cherkasy in Ucraina a 180 km da Kiev. Lo abbiamo raggiunto con un collegamento in rete. Abbiamo parlato con lui. Ci siamo emozionati. Ne apprezzo la forza d’animo, la determinazione, nonostante tutto. Ecco il video dell’intervista.

La storia di Yuri è orgoglio Ucraino

Nonostante si faccia fatica a comprendere il perchè…Lui è pronto.

Come fosse uno di noi che ieri (nel mio caso) usava penna e microfono ed il giorno dopo imbraccia un fucile e si prepara a difendere la propria terra. Credo che tutti noi dell’occidente dovremmo imparare da Yuri, dalla sua sofferenza, dalle sue parole, dalla sua determinazione. Non si può cedere di un passo di fronte alla follia. Non si deve cedere di un passo. Non lo si deve fare ne in nome del gas, ne in nome di una piattaforma Swift, ne in nome di milioni o miliardi di euro di mancati fatturati.

Dopo aver parlato a lungo con Yuri, dopo averlo idealmente abbracciato, mi sento più debole, perchè non sento la sua stessa forza, ne posso contare sulla forza di chi ci governa, sia a livello nazionale che Europeo, che di Patto NATO. Non si dovrebbe cedere di un millimetro, così come sta facendo Yuri ed il suo popolo. Noi invece abbiamo già abdicato. Non ci resta che pregare che la storia non si ripeta. Rileggete quella di Hitler…