Dopo rating sovrano, Moody’s boccia big di Piazza Affari

24 Ottobre 2018, di Mariangela Tessa

Dopo la bocciatura di venerdì scorso del rating sovrano italiano, ora la scure di Moody’s si abbatte su alcuni big della corporate Italia per le quali l’agenzia ha ridotto il rating di lungo termine. Una mossa attesa in quanto dopo un’azione sulla valutazione di affidabilità creditizia di uno Stato, arriva anche l’adeguamento per le principali istituzioni finanziarie e per le aziende in vario modo legate allo Stato.

Nel mirino dell’agenzia di rating sono così finite istituzioni finanziari prima di tutto ma anche grandi aziende.

Partiamo dalle banche L’agenzia di rating ha rivisto al ribasso il giudizio a lungo termine sui depositi e di controparte (CRR) a otto banche, ha abbassato il voto di lungo temine sul debito senior di tre banche e il giudizio di lungo termine di controparte (CRA) a sette banche. Tra le banche nel mirino dell’agenzia di rating: Unicredit, Intesa SanPaolo, Banca Imi, Cassa Depositi e Prestiti, Mediobanca, Ca Cariparma, Fca Bank, Bnl, Credito Emiliano, Cassa Centrale Raffeisen, Invitalia e Banca del Mezzogiorno.

Moody’s ha poi declassato Eni (da A3 a Baa1) e Poste (da Baa2 a Baa3). Entrambe con outlook stabile. Ha poi confermato il rating di Esselunga (Baa2) alzando il rating da negativo a stabile. E ha confermato a Ba1 il rating di Leonardo, cambiando l’outlook da positivo a stabile. Il rating della Rai è stato confermato (Baa3), portando il rating a «stabile» e ha confermato IGD a Baa3.

Bocciate poi le utilities come Hera (a Baa2), Italgas (a Baa2), Snam (a Baa2) e Terna (a Baa2).