Dopo crac Parmalat, ora rischia di fallire anche squadra di calcio

4 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

PARMA (WSI) – La stagione del Parma Football Club, ultimo in classifica nel campionato di Serie A, non si può considerare fallimentare solo per i risultati ottenuti in campo.

La società sta infatti svendendo tutti i migliori giocatori agli ordini del coach Roberto Donandoni, e non ha più i soldi per pagare gli stipendi. Le ultime vicende finanziarie mettono a rischio la sopravvivenza della squadra ducale.

Roberto Giuli, socio di minoranza del Parma ed uno dei principali sponsor del club, ha parlato a Teleducato: “Se la società non ce la fa, meglio portare i libri contabili in tribunale. Stiamo valutando azioni legali per tutelare il nostro investimento. Fallimento? Se si dovesse andare incontro ad una bancarotta fraudolenta, questa interesserebbe i vecchi proprietari. Ho incontrato Taçi a Milano, mi ha detto di avere grandi progetti per il Parma, ma ci ho capito poco”.

Mancano 12 giorni al 16 febbraio, termine entro il quale la società dovrà versare le mensilità arretrate a staff e giocatori per un totale di 20 milioni di euro. La crisi delle casse ducali è di tale gravità che l’Iren, società che gestisce la fornitura dell’acqua nel territorio parmense, ha chiesto la chiusura dei rubinetti dello Stadio Tardini per insolvenza.

Cassano ha chiesto e ottenuto la rescissione del contratto, Paletta è stato ceduto al Milan, l’attaccante Pozzi è passato al Chievo per la cifra irrisoria – per un calciatore del suo calibro – di 1000 euro.

Il resto della rosa è rimasto a disposizione dell’allenatore, ma l’ipotesi messa in mora della società appare sempre più probabile. In caso si verificasse tale scenario, la società avrà 20 giorni per pagare le mensilità arretrate a staff e giocatori, poi i componenti della rosa saranno liberi di accasarsi altrove.

(DaC)