DITTE INDIVIDUALI IN ITALIA, L’1% E’ CINESE

13 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Milano, 13 apr – Il giorno dopo la rivolta della Chinatown milanese, la Camera di Commercio del capoluogo lombardo si incarica di gettare acqua sul fuoco, ricordando il valore dell’impresa cinese in Italia. Ecco i dati più significativi. Su quasi 3 milioni e mezzo di ditte individuali attive in Italia al quarto trimestre del 2006, oltre 26mila hanno per titolare un cinese (quasi l’1% del totale). Le ditte cinesi sono triplicate in sei anni, passando dalle 8.778 nel 2000 alle attuali 26.403 nel 2006, con un’impennata del 200%. Quali sono le province più economicamente “cinesi”? La palma va a Milnao, che colleziona il maggior numero di ditte individuali cinesi attive nel 2006 (2.822), seguita da Prato (2.641) e da Firenze (2.618). Vengono poi Roma (1.652), Napoli (917), Reggio Emilia (775) e Brescia (715). Se si considera però il tasso di incremento in sei anni, dal 2000 al 2006, alcuni casi di particolare rilievo sono: Prato con una crescita di 1.500 ditte in sei anni (+133 %), Milano, circa 1.400 ditte in più (+92%), Roma con 1200 ditte nate in sei anni (+280%), Firenze con 1000 nuove ditte (+56%) e Napoli con 800 ditte nate negli ultimi sei anni (+700%). La provincia di Prato, in particolare, si distingue per l’alta incidenza delle ditte cinesi rispetto al totale nazionale: quasi una su sei, tra quelle attive nella provincia, é cinese (2.618 ditte su 14.950) e distanzia Firenze, che raggiunge 2.618 ditte sul totale provinciale di 53.612. Il settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio é quello che annovera più aziende cinesi (circa 13.000 sul totale di 26.000 ditte, esattamente una ditta su due), insieme al comparto manifatturiero (oltre 11.000). Segue, a distanza sostenuta, il settore alberghiero e quello della ristorazione (poco più di 1.300). Ma il settore in cui si concentrano di più i cinesi è il manifatturiero: qui rappresentano il 3,3% delle ditte sul territorio italiano (una su trenta).