Deliveroo: i ristoranti vincitori della seconda edizione di Restaurant Awards

27 Maggio 2020, di Alessandra Caparello

Deliveroo ha premiato con un attestato di merito i migliori ristoranti di Roma, Milano, Cagliari e Firenze, in base alle indicazioni dei rider. Pokéria by Nima a Milano e Firenze, Daruma Sushi a Roma, Makito Casteddu e McDonald’s a Cagliari sono i ristoranti vincitori della seconda edizione italiana di Restaurant Awards.

Deliveroo è un servizio di consegna fondato nel 2013 da William Shu e Greg Orlowsk che collabora con oltre 80mila ristoranti e 60mila rider per garantire la miglior esperienza di consegna di cibo a domicilio al mondo. Il premio viene assegnato da Deliveroo in base alle indicazioni dei rider che
collaborano con la piattaforma leader dell’online food delivery ai migliori ristoranti che si sono distinti
per alcuni, importanti, criteri di qualità.

La scelta dei rider – nelle quattro città – ha tenuto in considerazione parametri come efficienza del servizio, rispetto dei tempi di attesa e disponibilità con i rider, cordialità, professionalità, simpatia e rapidità. Dai dati analizzati emerge che i rider di Deliveroo lavorano più volentieri con i ristoranti che rispettano i tempi di preparazione preventivati, che mostrano attenzione alla sicurezza e rispetto nei loro confronti.

Per i ristoranti (sia tra i manager e che nello staff) aumenta la consapevolezza che il food delivery e i rider sono fondamentali per sostenere il business e il fatturato, anche nel corso dell’emergenza Covid-19: i ristoratori, infatti, risultano sempre più attenti al delivery e sensibili verso gli stessi rider.

“Rider e ristoranti sono i due pilastri sui quali poggia il nostro servizio” ha detto Matteo Sarzana, General Manager Deliveroo Italia. “Con questo riconoscimento vogliamo celebrare le eccellenze del food delivery: i nostri migliori ristoranti, quelli che più dimostrano cortesia e che meglio collaborano con i rider e quelli che hanno saputo adattarsi all’emergenza che stiamo vivendo. Per individuarli non potevamo non affidarci proprio al giudizio dei rider”.