Debito: ma Tremonti non potrebbe dare i numeri veri invece di fare il vacuo psicologo?

5 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

La dinamica della crescita del debito italiano “è molto meno infelice di altri Paesi” e i “rapporti del Fondo questo week end lo confermeranno”. Ad affermarlo in un’audizione sulla Dfp (ex Dpef) alla Camera, il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, secondo il quale la posizione del nostro Paese è “estremamente ragionevole” e “le ragioni si svilupperanno”. Il debito italiano e’ notoriamente il piu’ alto in Europa e il terzo per entita’ nel mondo, ma il ministro dell’Economia si e’ ben guardato dallo specificare numeri e percentuali, forniti invece puntualmente da Banca d’Italia.

Lo scenario economico ”e’ meno drammatico di quello che c’e’ stato. Ma ci sono uno-due Paesi posizionati sull’Atlantico che non e’ detto che non ci portino di nuovo ad una situazione complicata” ha aggiunto Tremonti.

Tra i Paesi europei l’Italia ha una posizione ”assolutamente confortevole” se si considera la stabilita’ complessiva del sistema, il debito pubblico ma anche la finanza e il debito privato, ha il ministro dell’Economia nel corso dell’audizione alla Camera.

Questa impostazione, in vista della riforma del patto di stabilita’ europeo, ”si sta configurando” ed anche la bozza presentata dalla Commissione europea ”prevede un catalogo di fattori considerati importanti come il risparmio, la riforma delle pensioni, lo stock del patrimonio, la funzionalita’ complessiva del sistema” insieme al debito pubblico. Su questa base, ha ribadito, ”abbiamo ragione di ritenere che la posizione italiana sia assolutamente confortevole”.

‘Gli obiettivi sul 2010 saranno assolutamente centrati’. Lo ha detto il ministro dell’Economia Tremonti riferendosi alla finanza pubblica. ‘Se mai ci fosse un cambiamento della regola sarebbe dal 2016’, commenta il ministro sulle nuove regole europee.

Per Tremonti si potrebbero creare ‘scenari avversi in altre parti d’Europa ma non in Italia’ e ‘non ci puo’ essere crescita senza stabilita’ dei conti. Non esiste scelta tra rigore e crescita’. E aggiunge: ‘Il deficit crea diseguaglianza’. Il nuovo patto europeo, che entrera’ in vigore dal 2016 sara’ ”straordinariamente confortevole per l’Italia”, ha detto ancora Tremonti, in audizione sulla Dfp alla Camera. ”La nostra posizione non e’ di difesa dell’Italia. – ha aggiunto – Se vuoi valutare la sostenibilita’ di un sistema devi guardare tutto e non solo una parte, quella delle finanze pubbliche”.

Il ministro parla di ‘comfort’ anche per quanto riguarda le proiezioni sulla spesa per pensioni in Italia: ”posso confermare – spiega – che le proiezioni sull’Italia sono assolutamente confortevoli, migliori di molti altri Paesi europei”.

Con la crisi – ha spiegato poi Tremonti si e’ scelto di ”considerare sistemico tutto il sistema bancario. Nel ’29 la crisi e’ stata gestita non salvando la parte speculativa delle banche. Invece ora si e’ scelto che tutto era sistemico nel sistema bancario, anche la parte speculativa”. ”Tutti sostengono – precisa – che e’ fondamentale la regolamentazione del mercato finanziario. Non puoi controllare solo la finanza pubblica, devi controllare anche la finanza privata”.

Possibili modifiche al patto di stabilita’ interno per regioni e enti locali? Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, non concede spazi, anche se sta per incontrare i rappresentati delle regioni. ”Stiamo lavorando alla quadra – ha detto in una audizione alla Camera – ma a saldi di bilancio invariati. Abbiamo fatto la manovra a luglio e non intendiamo emendarla”.