Debiti PA: “via obbligo fidejussione a società in liquidazione”

26 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Fermet è una delle tante piccole aziende italiane che è finita in liquidazione per colpa dei debiti non ripianati dallo Stato.

Nonostante vantasse un credito Iva di 4,7 milioni verso la Pubblica Amministrazione, l’impresa un tempo leader nella lavorazione di rottami di ferro e fornitura di materiali metallici per le più grandi acciaierie nazionali, non ha potuto avere accesso ai soldi che malgrado la crisi le avrebbero permesso di continuare l’attività e evitare di licenziare in toto i suoi dipendenti.

La PA, contrariamente a quanto promesso, non ha ripagato i debiti verso le imprese entro il 21 settembre come promesso dal governo.

Per questo motivo, l’imprenditore e fondatore di Fermet, Alberto Ricciardi, ha deciso di lanciare una petizione, che sul sito Change.org ha già raccolto circa 2000 firme sulle 2.500 richieste.

“Se avessimo incassato quei soldi – denuncia Ricchiardi – avrei potuto continuare l’attività. E i miei 70 dipendenti oggi avrebbero ancora il loro lavoro”.

“Ma quel rimborso Iva non riesco a ottenerlo, perché per effettuare il versamento lo Stato mi richiede di garantire l’incasso dei rimborsi Iva con una fideiussione. Ma quale banca è disposta, a garantire un’azienda messa ormai in liquidazione? Se lo Stato prima ti uccide, come può, poi, chiederti garanzie fideiussorie? Quale banca garantirebbe per un’azienda in concordato?”

Alla fine del 2013 i debiti commerciali della Pa ammontavano a più di 75 miliardi. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Economia entro il 21 luglio 2014 ne sono stati pagati 26,1.

“Se almeno fossimo riusciti a incassare i rimborsi Iva, scrive con un tono amaro Ricciardi – ci saremmo salvati. Il credito Iva della Fermet verso l’Agenzia delle Entrate ha raggiunto i 4,7 milioni di euro, una cifra assai maggiore di quanto il Fisco ci chiede oggi, 200 mila euro di sanzioni per omessa regolarizzazione (sanzioni che tra l’altro decadranno perché come chiarito dal PM Chiappani, il fatto non costituisce reato)”.

“Voglio pagare tutti i miei fornitori come ho sempre fatto in trent’anni di attività, e ridare lavoro e dignità a quelle 70 famiglie che lavoravano nel nostro gruppo. Fermet ha diritto di ritornare ciò che era, azienda seria e stimata.

Il Presidente del Consiglio la primavera scorsa, aveva annunciato che entro il 21 settembre, la Pubblica amministrazione avrebbe pagato tutti i debiti contratti con le imprese. Purtroppo, la promessa non è stata mantenuta. Secondo i dati della Banca d’Italia, alla fine del 2013 i debiti commerciali della Pa ammontavano a più di 75 miliardi. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Economia entro il 21 luglio 2014 ne sono stati pagati 26,1. La Direttiva europea 2011/7/Ue impone alle Pa di pagare le forniture commerciali entro 30 giorni!

Da imprenditore che ha a cuore il futuro dei suoi lavoratori e dell’Italia intera, chiedo che venga abolito l’obbligo di fornire garanzie per le società sottoposte a procedure di concordato preventivo, e chiedo che la Pubblica amministrazione paghi tutti i debiti contratti con le imprese, così come promesso.

Caro Renzi, sediamoci attorno a un tavolo e troviamo insieme una soluzione, per la Fermet, per le aziende italiane e i suoi lavoratori. Come altri imprenditori italiani voglio riprendere la mia azienda, e confido nel fatto che solo Lei, Renzi, davanti ad un caso così paradossale non possa non aiutarci.”