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Jeans, scarpe, magliette, dolciumi, whiskey, motociclette ma anche riso e succo d’arancia. Cosa hanno in comune tutti questi prodotti? Sono ad alto rischio aumenti ed è tutta colpa della guerra commerciale annunciata da Donald Trump.
Si prospettano tempi bui per i consumatori italiani che dovranno mettere in conto una raffica di rincari se scoppierà una guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa. Così le associazioni dei consumatori, Codacons inclusa che esprime netta contrarietà ai dazi, imposte che hanno come unico effetto quello di danneggiare i consumatori finali.
Dazi: ecco i prodotti che aumenteranno
Tralasciando il settore dell’industria, eventuali dazi imposti dall’Europa sulle importazioni dagli Usa provocherebbero aumenti dei prezzi al dettaglio per beni di largo consumo come rossetti, cipria e numerosi cosmetici prodotti negli Stati Uniti e largamente utilizzati in Italia.
Secondo il Codacons quindi, sarà più costoso bere succo d’arancia, mangiare riso e fumare prodotti da tabacco, e ad aumentare saranno anche snack e dolciumi vari, onnipresenti sugli scaffali dei supermercati italiani.
Ad essere interessato dai rincari dei prezzi sarà anche il settore dell’abbigliamento, con aumenti per jeans, magliette, scarpe e intimo. Anche numerosi alcolici subiranno incrementi dei listini e proibitivo risulterà l’acquisto di automobili e moto prodotte negli Usa.
Tra i prodotti che l’Italia importa dagli Stati Uniti figurano infatti ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone, patate americane, salmone, noci, pompelmi, vaniglia, frumento, tabacco, cacao, cioccolato, succhi di agrumi, vodka, rum, whisky, bourbon, ma anche trattori, consolle, videogiochi, borse, portafogli, ricambi per biciclette, giochi per bambini, per non parlare di famosi Suv e dell’iconica moto Harley Davidson.
I settori più a rischio con i dazi Usa
In base agli ultimi dati pubblicati dall’Istat, il valore delle importazioni dagli Usa in Italia è salito a 25,9 miliardi di euro nel 2024, con una crescita del +2,6% su anno. Gli Stati Uniti, dati alla mano, si confermano il primo partner commerciale dell’Italia, con un saldo commerciale pari a +38.870 milioni di euro che, seppur in riduzione rispetto al 2023 (+41.930 milioni), doppia quello con il Regno Unito, al secondo posto con 19 mld e 366 milioni. Al terzo posto la Francia con 16 mld e 582 mln.
“I dazi degli Stati Uniti contro l’Europa sarebbero una vera iattura per l’Italia. Analizzando i prodotti delle attività manifatturiere, ossia le voci che registrano un saldo commerciale positivo con gli Stati Uniti, il settore più colpito sarebbe quello dei macchinari e apparecchi non classificati altrove con 10 mld e 756 mln, al secondo posto i prodotti alimentari e bevande, con ben 7 miliardi a 244 mln, al terzo i mezzi di trasporto con 6 mld e 146 mln. Appena fuori dal podio, i prodotti tessili e dell’abbigliamento con 5 mld e 286 mln” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“I dazi non fanno bene a nessun Paese, nemmeno agli Stati Uniti, dato che non restano mai senza una controrisposta. Insomma, non ci sono mai vincitori. Innescano solo una guerra commerciale dalle quale a uscire sempre perdenti sono i consumatori che finiscono per pagare prezzi maggiorati, che innescano l’inflazione, determinano una riduzione del loro potere d’acquisto, con danni sui consumi e conseguentemente sul Pil e sull’occupazione” conclude Dona.