Mit avvia indagine, Di Maio tira dritto su revoca concessioni Autostrade

17 Agosto 2018, di Mariangela Tessa

Dopo l’annuncio di due giorni fa del premier Giuseppe Conte di annullare la concessione di Autostrade per l’Italia a seguito del crollo del Ponte Morandi a Genova, il ministero dei Trasporti ora parla di “eventuale revoca” e intanto chiede al gruppo di ricostruire celermente il ponte.

“Le risultanze del lavoro svolto dalla Commissione entreranno nella valutazione per la procedura di un’eventuale revoca della concessione”, dice una nota del ministero diffusa ieri sera sulla istituzione di una commissione ispettiva per fare luce sul disastro, che già da oggi sarà a Genova.

“Il lavoro della Commissione ispettiva è il primo atto con cui questo Ministero intende fare luce sull’accaduto e avviare tutti gli accertamenti necessari, nel rispetto del contraddittorio con le parti interessate, per la contestazione di eventuali inadempienze del concessionario, soggetto su cui, ai sensi dell’art. 14 del Codice della strada, ricade la responsabilità di assicurare la sicurezza dell’infrastruttura”.

La dichiarazione del Mit suona come un passo indietro rispetto ai primi annunci del premier Conte e del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, che ieri hanno mandato a picco (-22,26%) il titolo Atlantia.

In particolare, Di Maio aveva escluso il pagamento di una penale possibile di 20 miliardi di euro per la rescissione della convenzione con Autostrade.

Intanto, ieri sera in un’intervista a In Onda su La7 il vicepremier e il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio ha confermato che l’intenzione del governo “è revocare le concessioni ad Autostrade”.

“Chi non vuole revocare le concessioni deve passare sul mio cadavere. C’è la volontà politica del governo: vogliamo revocare queste concessioni”, sottolinea Di Maio. La priorità “non è stare attenti alla finanza e alla Borsa. Noi stiamo attenti alle famiglie delle vittime e alle vittime”.

L’obiettivo del governo “è fare in modo che i cittadini si sentano sicuri quando prendono le autostrade”.

Nel governo, rileva, “siamo d’accordo sulla revoca delle concessioni. Anche Salvini è d’accordo. C’è un impegno di tutto il governo. Non c’è Borsa che tenga o escamotage”, rileva il ministro, aggiungendo che da parte di Autostrade ricostruire il ponte Morandi “è il minimo sindacale”.

“Se dovessimo dire ‘se ci ricostruisci il ponte noi non ti revochiamo la concessione’ penso che gli italiani ci lincerebbero sulla pubblica piazza”.

Il ministro sottolinea che Autostrade per l’Italia

“doveva fare la manutenzione e poi non l’ha fatta. Ci hanno detto che andava tutto bene”. Intanto come Stato, aggiunge Di Maio, “iniziamo a mettere in sicurezza i nostri viadotti perché se non è in grado di farlo Autostrade per l’Italia lo deve fare lo Stato Italiano. E questo deve essere chiaro”.“Dai pedaggi – rileva- si incassano 5 miliardi di euro. Una buona parte dei pedaggi finisce negli utili, una parte nelle spese e una parte in manutenzione e investimenti. Perché lo Stato non può prendere i soldi per reinvestirli nella manutenzione?“, sottolinea Di Maio.

L’Unione europea ha intanto rigettato il suggerimento del vice premier Matteo Salvini secondo cui le sue regole di bilancio avrebbero impedito all’Italia di spendere sufficiente denaro per la sicurezza delle infrastrutture.

Un portavoce della Commissione europea ha respinto la critica, dicendo che l’Italia sta ottenendo 2,5 miliardi di euro dalle casse dell’Ue per investimenti nel network infrastrutturale per il periodo 2014-2020.

“L’Ue ha incoraggiato gli investimenti in infrastrutture in Italia”, ha detto il portavoce Christian Spahr, aggiungendo che lo scorso aprile la Commissione ha approvato un piano da 8,5 miliardi di euro di investimenti per le autostrade italiane. “Le regole fiscali concordate lasciano a ogni Stato membro la flessibilità per impostare specifiche priorità di policy, come lo sviluppo e il mantenimento delle infrastrutture”, ha aggiunto.