Crisi Ucraina: cosa si sono detti Putin e Macron

8 Febbraio 2022, di Alessandra Caparello

Non ci sarà un’escalation nella crisi con l’Ucraina. Questa la promessa che il presidente francese Emmanuel Macron è riuscito a strappare al presidente russo Vladimir Putin al termine dell’incontro avuto ieri sera.

Un incontro tenutosi a Mosca e che ha visto contrapporsi due visioni diverse sul futuro della sicurezza in Europa: quella dell’Occidente, intenzionata a rifiutare un ritorno della sfera d’influenza russa sui Paesi vicini, in particolare l’Ucraina e quella di Mosca, decisa a fermare un’ulteriore espansione della Natofai suoi confini. Prima cosa da fare, avverte Macron, è lavorare per una de-escalation per prevenire un conflitto disastroso per tutti. Il presidente francese dice di essere “moderatamente ottimista”.

“Alcune delle idee presentate” dal presidente francese in materia di sicurezza possono servire per “ulteriori passi in comune” con Mosca, dice Putin.

Da parte nostra faremo di tutto per trovare dei compromessi che potranno soddisfare tutti”.

Sulla stessa linea anche il presidente francese Emmanuel Macron secondo cui:

La situazione critica in Europa ci preoccupa” e quindi “è necessario che ci comportiamo responsabilmente. Abbiamo stabilito le basi per un dialogo aperto e pieno nel 2019. Ci sono stati diversi incontri da allora, a San Pietroburgo, Bregancon e altrove. E ritengo che sia più rilevante di sempre. Questo dialogo è necessario perché è l’unico che consente una vera stabilità e una vera sicurezza per il Continente europeo”, “Abbiamo avuto una discussione che ha consentito di formulare una serie di proposte sulle quali credo di poter dire che ci siano elementi di convergenza fra la Russia e la Francia (…) Ho ottenuto nel colloquio di 5 ore ieri sera al Cremlino con il presidente russo, che non ci sia un peggioramento né un’escalation nella crisi russo-occidentale legata all’Ucraina. Si trattava per me di bloccare il gioco per impedire un’escalation e aprire nuove prospettive. Quest’obiettivo per me è stato raggiunto”.

Insomma, per Putin, né lui né Macron vogliono una guerra Russia-Nato che “non avrebbe vincitori”. Che sia arrivata la tregua?

Dallo scorso aprile Mosca ha iniziato a dislocare oltre 100 mila soldati sulla linea di confine nel territorio “amico” bielorusso. La loro presenza è insieme minaccia e tentativo di avere risposte alle richieste inviate già da tempo dal Cremlino a Washington e cioè la garanzia che la Nato non inglobi gli ex territori sovietici. Al momento l’Ucraina sta facendo da “cuscinetto” tra le nazioni che appartengono alla Nato e la Russia.