Crisi prestiti sociali, Coop si difende dalle accuse

1 Giugno 2017, di Daniele Chicca

La Coop ha risposto in prima persona alla vicenda della crisi dei prestiti sociali affrontata su queste pagine in settimana, sottolineando come l’istituto del prestito sociale sia “regolamentato da precise norme” su cui Banca d’Italia e cooperative “sono intervenute a vantaggio e tutela dei soci prestatori“.

Il riferimento è al resoconto delle perdite subite da centinaia di famiglie e lavoratori per effetto della liquidazione o il default di molte realtà. Le critiche di questa testata, avanzate in uno degli articoli di maggiore successo dell’anno in termini di traffico e partecipazione, hanno evidentemente lasciato il segno. Le associazioni a tutela dei consumatori hanno sottolineato che la situazione è sfuggita di mano e che “le coop si sono trasformate in banche, senza poterlo essere”.

La Coop chiarisce che le ultime affermazioni relative all’istituto del prestito sociale e generate da ricostruzioni mediatiche che la Coop definisce “scorrette e provocatorie” e “capaci di generare confusione e effetti di allarme del tutto ingiustificato“, sono “denigratorie”.

Risulta infatti evidente, si legge in una nota, “l’intento di ingigantire ad arte situazioni pur complesse ma assolutamente limitate a fronte di esperienze solide e virtuose, nascondendo e/o omettendo dietro titoli a effetto informazioni accurate sui regolamenti in essere, i vincoli, le garanzie a cui soggiace l’istituto del prestito sociale”.

Coop precisa che l’istituto del prestito sociale è lo strumento con il quale i soci finanziano la loro cooperativa, non è   uno strumento di raccolta di risparmio né una forma di investimento – come ha definitivamente chiarito Banca d’Italia – e come tale è sottoposto ad una propria stringente regolamentazione su cui lo scorso autunno è intervenuta la stessa Banca d’Italia, oltre che proprio nel mese di maggio il movimento cooperativo con un proprio Regolamento.

“Ambedue gli interventi hanno accentuato i vincoli già in essere e imposto nuovi precisi parametri a garanzia e trasparenza,  tutto ciò a tutela e vantaggio dei soci prestatori”.

Quanto agli impieghi del prestito sociale per Statuto il suo scopo è il “conseguimento dell’oggetto sociale” e come tale è investito anche in attività  prontamente liquidabili. Partendo da questi presupposti Coop si dice “pronta al confronto e lo sarà anche in futuro verso proposte che garantiscano trasparenza e controlli ulteriori su questo istituto che rappresenta comunque una singolarità della forma di impresa cooperativa”.