Crisi Argentina: fondi fiduciosi ma occorre aggiustamento fiscale

7 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

La crisi argentina non spaventa i gestori dei fondi dei mercati emergenti. La banca centrale di Buenos Aires ha preso la drastica decisione di far salire il tasso di interesse di 15 punti percentuali al 60% il 30 agosto dopo che il peso ha registrato il suo più grande crollo dal 2015 e oggi continua a essere la valuta peggiore nel 2018, in calo di oltre il 50% rispetto al dollaro dal primo gennaio.

Il presidente argentino Mauricio Macri, aveva chiesto al Fondo Monetario Internazionale di accelerare la consegna di un pacchetto di salvataggio da $ 50 miliardi di dollari nel tentativo di assicurarsi i finanziamenti. Lo stesso giorno della richiesta l’Argentina ha annunciato ampie misure di austerità, ben oltre gli obiettivi del Fondo monetario internazionale fissati nel mese di maggio, nel tentativo di affrontare la crescente emergenza creata dalla crisi valutaria.

La fase più recente della crisi segue anche l’avvertimento dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che potrebbe ridurre ulteriormente il giudizio sull’Argentina a causa del potenziale calo del peso. Guardando dal lato investitori, le ricadute della crisi hanno colpito un certo numero di investitori obbligazionari tra cui Franklin Templeton, che ha acquistato $ 2,2 miliardi (£ 1,7 miliardi) di obbligazioni argentine a maggio, secondo il Financial Times.

Anche il fondo Global Bond da 38 miliardi di dollari, gestito da Michael Hasenstab, ha perso il 2,6% in agosto, mentre PIMCO si conferma come il maggior obbligazionista del paese, con posizioni da $ 5,3 miliardi (£ 4,1 miliardi) a fine marzo, mentre BlackRock, GSAM e Fidelity sono gli altri maggiori creditori del paese. In verità la maggior parte di questi fondi esprime fiducia nel programma fiscale del governo Macri che sarà in grado di superare il “rumore a breve termine” dell’attuale crisi economica argentina. Ma, come avverte Brett Diment analista di Aberdeen Investiment, il paese si trova di fronte a una serie di ostacoli da affrontare per poter cambiare la sua reputazione.

“Il debito argentino è sostenibile (…) il governo Macri deve concentrarsi sul “fornire un aggiustamento fiscale credibile” il che potrebbe avere implicazioni per le prospettive di rielezione del Presidente nel 2019 (…) I mercati guarderanno attraverso il “rumore a breve termine” se credono che l’aggiustamento fiscale sia credibile e il debito sia sostenibile, che è il nostro caso. Ma se l’ambiente esterno continua a deteriorarsi e un candidato ostile al mercato emergerà come il favorito alle elezioni del 2019, ci potrebbero essere rischi al ribasso per mantenere gli asset argentini”.