Crisi: ABI, norme di interesse comune per imprese, banche, lavoratori e fornitori

21 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “L’emendamento alla manovra approvato nei giorni scorsi dal Senato della Repubblica fornisce una risposta chiara all’evidente contraddizione che caratterizza l’odierna disciplina sulla legge fallimentare”. È quanto sottolinea il Presidente dell’ABI, Giuseppe Mussari. “Dopo la riforma del 2006 il nostro ordinamento prevede una serie di ipotesi normative tese a favorire le ristrutturazioni aziendali, senza che l’intervento delle banche e dei fornitori possa, in caso di successivo fallimento, determinare ipotesi di revocatorie. Il mancato collegamento con le norme penali fallimentari creava un paradosso: un comportamento civilmente lecito poteva, in ipotesi, essere considerato penalmente rilevante. Come ha sottolineato anche Donato Masciandaro, la modifica sana una contraddizione evidente, consente di meglio operare sia per l’imprenditore che per la banca, e, non rappresenta in alcun modo uno strumento per coprire comportamenti illeciti o poco trasparenti”. “Chi sostiene il contrario – ha rilevato il Presidente dell’ABI – non ha chiaro il senso delle norme e l’attuale congiuntura, gli sforzi che le banche e le imprese stanno ponendo in essere per far sì che il nostro Paese acceleri la fase di ripresa economica, con evidente beneficio per la qualità e la quantità del tasso occupazionale. In questo scenario si inserisce la richiesta espressa non solo dai rappresentanti del mondo delle imprese, a partire da Confindustria ed ABI, ma anche di sedi istituzionali come la Banca d’Italia, per porre fine a questa ingiustificata contraddizione normativa, garantendo così un’efficace regolamentazione per la soluzione delle crisi d’impresa”.