COSA SA IL GOVERNO DI TELECOM?

2 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Vortice di scambi in Borsa per Telecom. Il titolo guadagna il 5% a 1,13 euro con il 10% del capitale ordinario passato di mano.

Alla luce delle forti oscillazioni del titolo Telecom – che in mattinata è arrivato a segnare un guadagno di quasi il 9% sulle indiscrezioni di stampa circa un via libera del governo italiano alla fusione con la spagnola Telefonica – la Consob ha avviato “tutti gli accertamenti del caso”, ovvero l’analisti sull’operatività del titolo, su chi ha venduto e chi ha comprato. Lo si apprende da ambienti vicini alla Commissione.

Le stesse fonti segnalano che Consob è intervenuta prontamente questa mattina in apertura di seduta, quando il titolo Teleocm schizzava in alto. La Commissione ha subito interpellato il Governo chiedendo un commento alle ipotesi di stampa riportate da La Repubblica. Commento che l’esecutivo aveva peraltro già predisposto autonomamente e ha poi diffuso attraverso la nota di smentita.

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Di recente, con il reiterarsi dei rumors su un imminente rafforzamento della presa di Telefonica su Telecom e una successiva fusione tra le due compagnie, la Consob è già intervenuta diverse volte con accertamenti sui movimenti del titolo Telecom, in particolare il 5 e il 22 gennaio scorso. Tutti i protagonisti, cioè gli azionisti di Telco (Telefonica e i soci italiani) avevano smentito le indiscrezioni.

“Nessun parere favorevole del Governo, sono solo molte parole e molte chiacchiere”. Cosi’ Claudio Scajola commenta le indiscrezioni di stampa secondo le quali il Governo avrebbe dato parere favorevole alla fusione Telecom-Telefonica. Scajola, oggi a Gerusalemme per partecipare al vertice bilaterale tra Italia e Israele ha spiegato che tra 2 giorni incontrera’ l’amministratore delegato di Telecom.

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Dall’articolo di Repubblica:

“Una fusione da 80 miliardi di euro di debiti, come un’Alitalia al giorno per due mesi”.

…Offerta pubblica di Scambio che la società di Madrid è intenzionata a formulare in tempi piuttosto brevi. Nel “contratto di convivenza”, però, i rappresentanti del premier esigeranno una “farcitura” di condizioni e paletti. Tutti concentrati su unico aspetto: la gestione e lo sviluppo della rete.
… «Adesso – ripetono allora a Palazzo Chigi – ci dicono che la fusione tra Telecom e Telefonica non è più evitabile».

Gli uomini di Berlusconi stanno dunque predisponendo un pacchetto di richieste per “vincolare” la fusione e blindare il futuro della rete che necessita fondi poderosi per ammodernarla e farla approdare alla “Infrastruttura di Nuova Generazione”. In sostanza l´esecutivo italiano vuole che l´operazione venga accompagnata da «garanzie» sulla governance della nuova società e sulla «gestione» della rete.

In particolare vorrebbero la previsione di una circostanziata serie di «patti parasociali» in grado di fornire le «garanzie» richieste. I soci italiani (Generali, Mediobanca, Intesa) dovranno quindi essere coinvolti ai massimi livelli nell´amministrazione apicale del “colosso” e nelle scelte strategiche, a partire dal Consiglio di amministrazione. A Palazzo Chigi gradirebbero addirittura la costituzione di una società ad hoc per la gestione della rete (controllata integralmente da Telefonica) affidata a management italiano. In più suggeriranno una clausola di “lock up” per evitare che i partner italiani rinuncino in tempi troppo brevi al loro pacchetto azionario.