Corte blocca Ue: per trattati libero scambio serve ratifica Stati membri

17 Maggio 2017, di Alberto Battaglia

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Singapore, concluso nel 2013, dovrà essere ratificato anche dai Paesi membri Ue: lo ha dichiarato la Corte di Giustizia Europea in una sentenza nella quale viene precisato che il trattato contiene alcune parti che esulano dalle competenze esclusive comunitarie. Quando un trattato internazionale presenta questo tipo di profilo, viene definito “misto”. In precedenza la stessa Commissione Ue aveva ritenuto tale anche il Ceta, il trattato di libero scambio fra Ue e Canada, il cui iter di ratifica a livello nazionale è ancora in corso.

La Corte, in particolare, ha decretato che l’istituzione di tribunali di arbitraggio, attraverso i quali le imprese hanno la facoltà di valere i propri diritti contro lo stato presso il quale hanno investito, non può essere decisa solo a livello comunitario, ma è “una competenza condivisa tra Unione Europea e Stati membri”. Questo controverso meccanismo giudiziario è noto come Investor state dispute settlement (Isds) e, in teoria, è pensato per proteggere gli investimenti transnazionali delle aziende, col risultato di favorirne lo sviluppo.

 

Le conseguenze della sentenza della Corte vanno ben al là del solo caso riguardante Singapore: infatti anche il Ttip, il trattato che aprirebbe un’area di libero scambio fra Usa e Ue, comprende l’istituzione di un Isds. Pertanto, anche il trattato transatlantico, qualora i negoziati arrivassero a produrre una convergenza e il testo incassasse il voto favorevole dell’Europarlamento, dovrebbe comunque ottenere il via libera da tutti i parlamenti nazionali europei.
“La Commissione accoglie con favore l’opinione della Corte europea di Giustizia a proposito della divisione delle competenze tra l’Unione europea e i suoi paesi membri nel quadro dell’accordo commerciale con Singapore. La Commissione valuterà e analizzerà con attenzione l’opinione della Corte, valutando quanto fare in futuro con il Consiglio e il Parlamento”, ha commentato la portavoce dell’esecutivo Ue, Margaritis Schinas, mentre il presidente Jean-Claude Juncker ha fatto sapere di aver “previsto questo risultato quando aveva deciso che il Ceta sarebbe stato ratificato a livello nazionale”.