Corruzione Eni: “uso tangenti per acquisto aerei e carri armati”

12 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Mazzette usate per comprare armi pesanti. C’e’ anche questo nell’ inchiesta condotta dalla Procura di Milano sulla presunta maxi corruzione internazionale di Eni in Nigeria. Un dettaglio anticipato dal Tg3 e confermato dagli atti di indagine: secondo gli inquirenti, alcuni dei circa 800 milioni di dollari destinati a pubblici ufficiali e intermediari nigeriani sarebbe stata anche per comprare armi pesanti come carri armati e aerei.

I pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro lo mettono nero su bianco nella rogatoria inviata all’autorita’ giudiziaria britannica per chiedere il sequestro di 83 milioni dai conti della Malabu, societa’ riconducibile all’ex ministro nigeriano del petrolio Dan Etete. Nel documento i magistrati milanesi specificano come 800 milioni di dollari siano transitati su conti riferibili alla Malabu.

Di questi, 523 milioni sono stati girati a un personaggio vicino ”a un importante politico nigeriano”. Altri ”versamenti”, invece, sempre partiti dalla societa’ riconducibile a Etete, sarebbero stati indirizzati a favore di ”societa”’ o ”soggetti” in diversi Paesi. E parte di questo denaro, scrivono ancora i magistrati milanesi, e’ servito per comprare carri armati (”armoured cars”) e aerei (”aircraft”).

L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e’ ”il pelato”, mentre l’ex ministro del petrolio nigeriano, Dan Etete, e’ ”il grasso”. Sono alcuni alcuni dei soprannomi contenuti nelle carte dell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano sulla presunta corruzione internazionale di Eni in Nigeria.

La rogatoria inviata nei giorni scorsi a Londra dai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro all’autorita’ giudiziaria britannica per chiedere il sequestro preventivo di 83 milioni di dollari contiene diversi atti di indagine. Dalle intercettazioni telefoniche emerge come gli indagati parlavano tra loro usando vari soprannomi. Descalzi e’ definito ”baldy”, ossia ”il pelato”, l’ex Ministro nigeriano Etete e’ ”fatty”, vale a dire ”grasso”.

E ancora: Roberto Casula, manager Eni a capo della divisione Esplorazioni, e’ ”the number 3”, ossia ”il numero 3”, soprannome che probabilmente indica il suo posto nella scala gerarchica del gruppo petrolifero, mentre l’intermediario nigeriano Emeka Obi e’ definito ”the child”, cioe’ ”il bambino”. Infine, il successore di Etete al ministero nigeriano del petrolio e’ ”the lady”, ovvero ”la signora”.