Istat, con il coronavirus la mortalità è aumentata del 49,4% a marzo

4 Maggio 2020, di Alberto Battaglia

Per la prima volta l’Istat e l’Iss hanno pubblicato i dati sull’incremento delle morti in Italia nei mesi segnati dall’epidemia di coronavirus, partendo da una base statistica sufficientemente ampia. Sulla base delle informazioni registrate dall’87% dei Comuni italiani, i decessi sono aumentati del 49,4% a marzo, nella media del territorio nazionale.

L’eccesso dei decessi è di 25.354 unità, di questi il 54% è costituito dai morti diagnosticati Covid-19 (13.710). La parte restante delle morti registrate in eccesso può essere ricondotta a “ una ulteriore mortalità associata a Covid-19 (decessi in cui non è stato eseguito il tampone), una mortalità indiretta correlata a Covid-19 (decessi da disfunzioni di organi quali cuore o reni, probabili conseguenze della malattia scatenata dal virus in persone non testate, come accade per analogia con l’aumento della mortalità da cause cardiorespiratorie in corso di influenza) e, infine, una quota di mortalità indiretta non correlata al virus ma causata dalla crisi del sistema ospedaliero e dal timore di recarsi in ospedale nelle aree maggiormente affette”, ha precisato l’Istat.

La percentuale nazionale, però, risulta appiattita verso il basso in quanto la distribuzione dell’epidemia sul territorio è fortemente sbilanciata nel Nord Italia. Secondo l’Istat, infatti, “il 91% dell’eccesso di mortalità riscontrato a livello medio nazionale nel mese di marzo 2020 si concentra nelle aree ad alta diffusione dell’epidemia: 3.271 comuni, 37 province del Nord più Pesaro e Urbino. Nell’insieme di queste province – prosegue l’Istituto di statistica – i decessi per il complesso delle cause sono più che raddoppiati rispetto alla media 2015-2019 del mese di marzo”.

Fra i capoluoghi più colpiti dall’incremento dei morti: Bergamo (+568%), Cremona (+391%), Lodi (+371%), Brescia (+291%), Piacenza (+264%), Parma (+208%), Lecco (+174%), Pavia (+133%), Mantova (+122%), Pesaro e Urbino (+120%).

Lombardia, la regione più colpita

La Lombardia si conferma la regione italiana in cui il coronavirus ha fatto poi vittime: oltre 6 morti da Covid-19 su 10 si sono verificate in questa regione, che ha registrato un rapporto giornaliero percentuale tra decessi Covid-19/eccesso di mortalità in media il 53% (grafico in basso)

Gli uomini di gran lunga più vulnerabili

Secondo quanto rilevato dall’Istat gli uomini rischiano un esito fatale dall’infezione del Covid molto più delle donne, con un eccesso di mortalità osservato in quasi tutte le fasce d’età.
In particolare “l’eccesso di mortalità più consistente si riscontra per gli uomini di 70-79 anni” con un aumento dei decessi di “2,3 volte tra il 20 febbraio e il 31 marzo; segue la classe di età 80-89 con un aumento di quasi 2,2 volte).