Coronavirus, De Mare (AB): “La Cina preoccupa, può perdere anche il 2% di Pil”

4 Marzo 2020, di Alessandro Chiatto

Il Coronavirus sta mettendo a dura prova l’economia globale, con la Cina che preoccupa in termini di crescita. Ne abbiamo parlato, tra le altre cose, nel nostro live streaming “Coronavirus, difendere i propri risparmi dal panico” insieme anche a Giovanni De Mare (nella foto), director Italy sales di AllianceBernstein, che ci ha spiegato come potrebbe evolvere la situazione:

“La Cina è uno dei due motori dell’economia globale, quindi la preoccupazione è ovvia. In passato le epidemie, una volta emerso lo schema di diffusione e di contagio, il mercato si è ripreso in circa 3-6 settimane. In questo caso la situazione è diversa, perché il numero complessivo dei casi è aumentato e si è propagato fuori dalla Cina, con un contenimento che non pare efficace.
Se riusciamo a contenere l’epidemia con un progresso rispetto a quello attuale, la Cina come Pil reale potrebbe avere un taglio di quasi un punto percentuale. Se la situazione dovesse continuare, invece, il Pil della Cina potrebbe perdere anche il 2%. Al momento abbiamo una visione prudente, ma il range di contrazione del Pil cinese varia dai 3 ai 9 mesi dallo 0,8% all’1,9% come Pil globale”.