#WSICall Coronavirus, come nel 2008? “Presto per dirlo. Nessuno può sapere quando finirà” (VIDEO)

20 Marzo 2020, di Alessandro Chiatto

Analogie con la crisi del 2008? Più con la crisi energetica del 1973, che per effetto dell’embargo decretato dall’OPEC nell’ottobre di quell’anno fermò le auto private negli Stati Uniti e nei Paesi alleati in Europa, Italia compresa. E’ solo uno degli esempi e degli aspetti toccati riguardo alla crisi che stiamo vivendo a causa del coronavirus insieme a Manuel Pozzi, direttore investimenti di M&G Investments durante la nostra #WSICall.

Prospettive economiche cambiate

“Sicuramente siamo entrati in una fase di recessione e non era mai successo fosse così chiara e lampante. Sarà probabilmente la più severa di cui ci potremo ricordare anche se, auspicabilmente, di breve durata. Tutto dipenderà dall’evolversi della pandemia in corso e le misure che stanno venendo prese per contenerla da parte di più e più governi. Siamo passati da metà febbraio con la convinzione errata che il coronavirus potesse essere un problema confinato alla Cina al rendersi conto che si tratta di un problema globale. Se guardiamo ai numeri che stanno arrivando dalla Cina, vediamo dati di produzione industriale, export, del 12-20%. Verosimile che avremo impatti anche per gli altri Paesi. L’Italia, almeno, in Europa è quella che per prima ha preso sul serio questa situazione”. 

La lezione del 2008

“Parlando con molti consulenti finanziari, dire che ci stato un buon apprendimento. In passato, in occasione di cali così vistosi, c’è stato il fuggi fuggi. Non siamo ancora arrivati a questo, forse anche perché è stato un shock così immediato che ci vorrà tempo per digerirla. Dovesse perdurare ancora qualche settimana, dovremmo riparlarne per capire se la lezione del 2008 è stata appresa”.

Analogie con la crisi del 2008

“Dovremmo andare indietro agli anni ’70, con una crisi esogena del petrolio. Anche in quel caso sono state attuate delle misure draconiane. L’unica cosa certa è che se ne verrà fuori, anche se non sappiamo quando. In nessuna crisi si può avere la certezza di quando finirà, ma è un fatto che stanno venendo messe in atto alcune manovre veramente importanti in tutto il mondo, anche se poco possono contro il danno immediato in termini di vite umane e di stile di vita”. 

Gestori che non hanno vissuto le precedenti crisi

“Quello che cerchiamo di fare noi come gestori far sì che la gente giovane e talentuosa sia affiancata a gestori esperti che abbiano vissuto le crisi precedenti. Questo serve perché i gestori più esperti hanno l’esperienza emotiva, che ha permesso di sviluppare dei metodi di lavoro che si basano sul cercare di valutare due elementi: i dati oggettivi che abbiamo, ancora pochi anche perché non sappiamo la durata dell’impatto economico; e l’aspetto emotivo, andando ad indagare quello che il mercato sta guardando e dicendo. Ad esempio, quando c’è un tormentone di mercato allora è un buon indicatore che gli investitori non sono del tutto oggettivo. L’altro elemento è la rapidità di movimento dei prezzi. Probabilmente il mercato si sta muovendo in modo emotivo, non si può dire ancora che siamo di fronte a un fenomeno di finanza comportamentale. Alcuni mercati, inoltre, si stanno muovendo in base alla mancanza di liquidità, come i mercati del credito, in cui vediamo spread che non vedevamo dal 2009”.