Coronavirus, Alliance Bernstein: 5 mosse per rafforzare il portafoglio

6 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

La pandemia di coronavirus è stata inizialmente sottovalutata dagli investitori, che sono stati costretti a riconsiderare alcuni assunti che parevano inattaccabili. Sarebbe stato difficile, infatti, immaginare che New York sarebbe potuta piombare nella stessa situazione in cui Wuhan si trovava a inizio anno.

Anche nel 2008, del resto, accadde qualcosa di impensabile per la maggioranza degli investitori, hanno ricordato gli esperti di Alliance Bernstein Kent Hargis, Sammy Suzuki (Co-CIO — Strategic Core Equities) e Chris Marx (Senior Investment Strategist Equities). Ora che l’impatto della pandemia ha colpito duramente I mercati internazionali, quali sono le domande giuste da porsi per adattare al meglio il proprio portafoglio? E’ la domanda alla quale gli autori hanno cercato di dare risposta, in cinque punti. Riproponiamo alcuni passaggi tratti dalla loro nota.

 

  1. Pensare fuori dagli schemi. “La crisi finanziaria globale del 2008 ha sabotato molti dei motti della saggezza popolare. Da ‘Il prezzo delle case non si abbassa mai’ a ‘Lehman Brothers è troppo grande per fallire’, fino a ‘GM non potrà mai avere un rating al di sotto dell’investment grade’. Oggi, ciò che è impensabile può diventare realtà.
    E’ possibile che l’intero trasporto aereo sia bloccato? Si può immaginare la chiusura di città come New York, Londra o San Francisco? Non possiamo avere la risposta, ma non possiamo nemmeno evitare di porci la domanda solo perché non è mai successo prima. Allo stesso modo, non sarebbe corretto affidarsi al passato per determinare quali titoli sono in grado di fornire oggi una certa stabilità”.
  2. Preoccuparsi di quale sia il percorso più breve verso la ripresa. “Alla fine la società riemergerà dalla crisi e un nuovo equilibrio sarà stabilito. Tuttavia, ciò richiederà presumibilmente un po’ di tempo e l’economia globale subirà una forte contrazione nel frattempo.
    Testare le aziende circa la loro capacità di gestire vari scenari è critico per poter fare una selezione. In particolare, la solidità di bilancio e la continuità dei flussi di cassa in periodi di grande difficoltà sono due indicatori chiave per poter individuare le imprese in grado di sopravvivere. Alcune potrebbero trovarsi ad assorbire potenti colpi al proprio conto economico, ma con un solido bilancio patrimoniale le vedremo passare attraverso la tempesta ed essere redditizie una volta tornati alla normalità”.
  3. Non perdere di vista l’orizzonte. “Nel breve periodo i risultati non saranno positivi per molte aziende e gli investitori potrebbero avere una reazione eccessiva: è tipico della natura umana focalizzarsi sull’immediato piuttosto che sul lungo termine. Le valutazioni delle società in grado di sopravvivere dipenderanno però dal loro flusso di cassa post-crisi.
    Gli investitori dunque dovrebbero valutare ciò accade per poter trovare i titoli colpiti ingiustamente dal nervosismo dei mercati. In alcuni casi, una crisi genera forti sconti sul prezzo di azioni di alta qualità con tutte le carte in regola per poter fare bene in un orizzonte di lungo termine”.
  4. Immagina il mondo post coronavirus. “Alcuni business non sopravvivranno; altri non saranno più gli stessi e dovranno farne i conti in futuro, come quello delle crociere. Altri emergeranno da vincitori”. Ad esempio, “le piattaforme di lavoro da remoto come Zoom Video Communications e Citrix Systems… Alcune società sono posizionate per poter rispondere a opportunità completamente nuove, per questo pensare fuori dal coro è così importante.
    Che ruolo avranno”, si domandano gli autori, “Amazon, FedEx e l’insegnamento online in questo periodo e questo come impatterà il loro futuro?”.
  5. Ammetti ciò che non sai. “Proprio come accaduto durante la crisi finanziaria, i governi adotteranno politiche prima impensabili”, concludono gli esperti di Alliance Bernstein, “per questo serve umiltà: prendere decisioni sulla base di quello che la politica potrà o non potrà fare non è investire, è scommettere. Si deve cercare di escludere tutto ciò che si sente da mezzi di comunicazione tradizionali o social e mantenere l’attenzione sui fondamentali che possono essere compresi, come gli aspetti microeconomici, il modello di business e i flussi di cassa”

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