Conto corrente: nel primo semestre è record dei depositi, quasi 2.000 euro in più

29 Luglio 2019, di Alessandra Caparello

Tra tutti coloro che hanno richiesto un conto corrente in questa prima parte dell’anno, il 67,9% ha scelto un conto online. Lo dice l‘Osservatorio ConfrontaConti.it  (Gruppo MutuiOnline) con i dati aggiornati al 30 giugno 2019.

Nel primo semestre dell’anno l’analisi per media del saldo dei conti ha registrato la somma più alta dello storico, 16.011 euro, quasi 2.000 euro in più rispetto al dato del semestre precedente. Record anche per il saldo attivo nella prima parte dell’anno con il 36,3% dei conti correnti che  registra una somma più alta di 10.000 euro (era il 33,3% nel secondo semestre del 2018). Recuperano quasi un punto percentuale anche i conti con giacenza dai 5.000 ai 10.000 euro, ora al 20,3% (19,5% prima).

L’identikit dei correntisti tipo

Quasi la metà di chi richiede un conto corrente ha tra i 26 e i 40 anni (46,1%), seguita dalla categoria 41-55 anni (30,7%). Il 15,7% del campione rilevato ha oltre 55 anni, dato che guadagna 1,5 punti percentuali rispetto allo scorso semestre. I baby boomer sono anche sempre più digitali e scelgono come canale d’uso esclusivamente l’online nel 71,3% dei casi.
Per quanto riguarda invece la distribuzione geografica, il Nord Italia domina la classifica dei conti correnti, recuperando ancora rispetto alle rilevazioni passate e arrivando a occupare il 72,9% sul totale del campione rilevato. Il 14,8% dei conti si concentra nel Sud e Isole, mentre il 12,4% è al Centro. All’aumentare del saldo dei conti correnti, cresce l’operatività.
Il 56,1% la richiede media (era 53,6%), con un totale di 60 operazioni l’anno tra versamenti di denaro, prelievi e pagamenti. Il 22,3% sceglie invece di avere a disposizione 150 operazioni l’anno (21,5% prima) e il 21,6% (in calo rispetto al 24,8% precedente) di disporre di un’operatività bassa.

Infine, rivela la ricerca, c’è ancora una buona fetta della popolazione che paga cash. È la Calabria a detenere il primato di pagamenti cash con il 94% delle transazioni, seguita da Abruzzo, Molise e Campania (91%) e persino la Lombardia fa registrare l’81% di utilizzo, comunque sopra la media europea che si ferma al 79%.