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Nel 2026 il conto corrente continua a essere uno strumento indispensabile per famiglie, lavoratori e professionisti, ma il suo costo reale resta spesso poco chiaro. Molti controllano saldo e movimenti ogni giorno senza sapere quanto spendono in commissioni, canoni e operazioni. Eppure i numeri parlano chiaro: le banche stanno accelerando la transizione verso il digitale e rendono sempre più oneroso l’uso della filiale tradizionale. In alcuni casi, un conto gestito allo sportello può arrivare a costare fino a tre volte più di uno online.
Una recente analisi del mercato bancario italiano di Altroconsumo evidenzia infatti una dinamica sempre più netta: da una parte conti digitali generalmente più economici, dall’altra un aumento progressivo delle spese per chi continua a utilizzare i servizi fisici o non soddisfa le condizioni richieste per ottenere sconti. Il risultato è che risparmiare è ancora possibile, ma solo con un approccio attivo e consapevole.
Cc, l’Indicatore dei costi complessivi: cosa misura davvero
Per capire quanto costa davvero un conto corrente si utilizza l’ICC, l’Indicatore dei costi complessivi. Si tratta di una stima annuale ufficiale che include canoni, commissioni e principali operazioni bancarie. Il valore varia in base al profilo del cliente — ad esempio giovane, famiglia o pensionato — e al livello di operatività.
Le differenze emerse nel 2026 non derivano solo da aumenti diretti dei prezzi, ma anche dalle strategie commerciali delle banche, sempre più orientate a incentivare l’uso di app, ATM e servizi self-service. In pratica, chi si adatta ai canali digitali può contenere la spesa; chi resta legato alla filiale rischia rincari progressivi.
Conti allo sportello: costi in crescita e condizioni più stringenti
Il segmento tradizionale è quello dove si registra la pressione maggiore sui costi. In diversi casi, il prezzo finale dipende sempre più dal rispetto di condizioni specifiche, come l’accredito dello stipendio o l’uso prevalente di strumenti automatici.
Alcuni istituti hanno ridotto apparentemente l’ICC annuale, ma solo ipotizzando scenari ideali — ad esempio canone azzerato e operazioni online prevalenti. In parallelo sono aumentate le commissioni per singole operazioni, come i bonifici, che in alcune offerte sono passati da gratuiti a pagamento. Chi non soddisfa i requisiti richiesti rischia quindi di pagare più di prima.
Altri operatori hanno mantenuto stabile il canone ma aumentato sensibilmente il costo delle operazioni in filiale, con tariffe elevate per bonifici e addebiti diretti. L’impatto è particolarmente significativo per famiglie e pensionati, categorie che spesso utilizzano ancora lo sportello. In diversi casi i rincari derivano anche dall’aumento dei canoni mensili, con effetti limitati per i giovani grazie a promozioni dedicate ma più marcati per gli altri profili.
Conti online: ancora convenienti, ma non più a costo zero
Sul fronte digitale la situazione resta più favorevole, ma anche qui emergono segnali di cambiamento. Alcuni operatori hanno introdotto piccoli aumenti dei canoni annui o mensili, con impatti limitati ma diffusi.
Nonostante ciò, molte banche mantengono condizioni stabili e competitive, dimostrando che il conto online continua a essere la soluzione mediamente più economica. Tuttavia, la convenienza non è più garantita in automatico: le differenze tra istituti si stanno ampliando e richiedono confronti periodici.
Dove aumentano davvero le spese bancarie
Analizzando le singole operazioni si osserva una tendenza chiara. I costi medi dei bonifici online e di quelli istantanei stanno crescendo, mentre le operazioni allo sportello restano le più penalizzate e continuano a rincarare.
In controtendenza si registra una riduzione del costo medio dei prelievi presso ATM di altre banche e un calo del canone medio delle carte di credito, che però rimangono una voce di spesa significativa per molti correntisti. Nel complesso, il sistema bancario sta spostando il peso economico verso le operazioni fisiche e sta premiando i clienti che utilizzano canali digitali e servizi automatizzati.
Come scegliere il conto giusto e risparmiare davvero
Nel 2026 il risparmio sul conto corrente non è più automatico. Per ridurre i costi serve attenzione a tre fattori chiave.
Il primo è l’accredito dello stipendio o della pensione, ormai fondamentale per ottenere sconti e azzerare canoni. Il secondo è la modalità di utilizzo: preferire app, home banking e ATM consente di evitare molte commissioni. Il terzo è il controllo periodico dell’ICC, che permette di verificare se il proprio conto resta competitivo rispetto al mercato. Confrontare le offerte disponibili e rinegoziare le condizioni con la propria banca può portare a risparmi anche significativi nel corso dell’anno. In alcuni casi, cambiare istituto diventa la soluzione più semplice per ridurre spese inutili.
In un contesto in cui le banche puntano sempre di più sul digitale, il costo del conto corrente dipende ormai soprattutto dalle abitudini del cliente. Essere informati e pronti ad adattarsi alle nuove regole del mercato è la strategia più efficace per proteggere il proprio bilancio familiare.