Evasione fiscale: conti all’estero degli italiani nel mirino della GDF

19 Luglio 2021, di Mariangela Tessa

Evasione fiscale: conti all’estero degli italiani nel mirino della GDF

I conti correnti degli italiani all’estero finiscono nel mirino della Guardia di Finanza. A darne notizia il quotidiano Italia Oggi, che ha visionato una circolare firmata dal generale Giuseppe Arbore, a capo del III reparto operazioni, tutela entrate, in cui si evidenzia l’intenzione di “rafforzare gli strumenti di contrasto del fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero, consentendo di acquisire informazioni di rilevante interesse operativo relative a operazioni transfrontaliere dietro le quali possono celarsi condotte di evasione fiscale e altri illeciti collegati”.

Secondo quanto riporta il quotidiano economico, l’operazione della Gdf si concretizzerà, in una richiesta a operatori finanziari e non  di nomi e codici fiscali dei contribuenti italiani per conto dei quali sono state concluse operazioni all’estero.

Le richieste riguarderanno non solo le persone fisiche, ma anche “le operazioni con l’estero eseguite per conto o a favore di società di capitali, enti commerciali e società di persone commerciali, a prescindere dal fatto che siano o meno residenti”.

L’obiettivo è quello di avere più informazioni possibili sulle operazioni, col fine ultimo di individuare e scongiurare possibili frodi.

Conti all’estero: sotto la lente operazione sopra i 15 mila euro

Sotto la lente della GDF finiranno in particolare tutte le operazioni sopra il tetto dei 15 mila euro, somma oltre la quale scatta il monitoraggio fiscale. Il superamento di tale soglia farà scattare i controlli indipendentemente dal fatto che si riferisca ad un’operazione unica o frazionata.

In particolare, verranno inviati questionari e richieste di informazioni a una lunga lista di operatori finanziari e non: intermediari, banche, società di investimento, società di criptovalute, istituti di moneta elettronica, fiduciarie, società che erogano finanziamenti, società del gioco on line e, non ultimi, commercialisti, avvocati e notai.

Alla ricezione dei questionati inviati dalla Guardia di Finanza deve far seguito la risposta celere dei soggetti coinvolti. Nello specifico, è stato chiarito, le risposte dovranno essere fornite tra i 15 e i 30 giorni.

In caso di mancata risposta, sono previste sanzioni da un minimo di 2 mila euro a un massimo di 21 mila euro. In caso di reticenza, invece, sono previste multe da 250 euro a 2 mila euro.