Consulenza, sforbiciata di Vanguard ai costi del servizio in Uk

21 Aprile 2021, di Alberto Battaglia

Vanguard, società pioniera negli investimenti a gestione passiva, ha dato un taglio a un’altro capitolo di spesa per gli investitori: quello per la consulenza finanziaria.
Nel Regno Unito, infatti, il costo del servizio di consulenza personalizzato in materia di risparmio previdenziale scenderà a una commissione dello 0,79% annuo per i clienti con portafoglio minimo di 50mila sterline. La percentuale comprende anche le commissioni del fondo, le transazioni e le spese della piattaforma.

Anche su questo terreno di battaglia, insomma, Vanguard punta a una concorrenza agguerrita sui costi, anche se il suo servizio di advisory è piuttosto semplificato rispetto a quelli indipendenti (e ben più costosi).

Consulenza finanziaria, cosa offre Vanguard

La consulenza finanziaria di Vanguard non comprende, ad esempio, la pianificazione delle imposte sulle successioni, sulle proprietà. E, in più, non consente ai risparmiatori di acquistare fondi che non siano quelli della società.
Anche per questo, alcuni analisti come quelli di Platforum hanno messo in luce come questo servizio “light” vada a posizionarsi in concorrenza soprattutto con i roboadvisor, che sono tipicamente a basso costo.

“Il costo della consulenza è un ostacolo per molti investitori britannici che raggiungono il loro obiettivo di una pensione confortevole”, ha affermato Sean Hagerty, capo delle attività di Vanguard in Europa, “le tariffe annuali per i risparmiatori in pensione superiori al 2% non sono rare nel Regno Unito. Poiché le persone che vivono e lavorano più a lungo, questi costi possono incidere notevolmente sui risparmi pensionistici guadagnati con fatica”.

Vanguard ha fornito una sua simulazione dei risparmi apportati dal suo modello low cost. Un investitore con una somma iniziale di 250.000 mila sterline potrebbe risparmiarne oltre 190.000 in 25 anni se il costo si attesta allo 0,79% annuo di spese totali fra gestione del fondo e la consulenza anziché al 2,4% anticipato sul proprio investimento e con fees dell’1,9% dall’anno successivo (simulando un rendimento previsto del 5% all’anno).