Consulenza indipendente: il punto con Nafop e AssoSCF, dalla Mifid alla nuova Sfdr

11 Marzo 2021, di Massimiliano Volpe

Sono ormai passati più di tre lustri da quando è nata NAFOP, l’associazione dei consulenti indipendenti da cui, con uno spin-off, è nata successivamente AssoSCF, l’associazione delle società di consulenza finanziaria.
Con Luca Mainò, vice Presidente di AssoSCF, membro del Direttivo NAFOP e cofondatore di Consultique SCF abbiamo ripercorso le tappe dell’Associazione e fatto il punto sulla consulenza indipendente in Italia.

Dott. Mainò, quanti professionisti sono iscritti al nuovo Albo unica della consulenza che operano nella consulenza indipendente?

Il 2020 ha visto la consulenza indipendente raggiungere un traguardo importante: ci sono circa 350 iscritti all’Albo, di cui due terzi operano in proprio ed un terzo presso una delle 45 società di consulenza. Tutto in meno di due anni. I tre quarti dei consulenti indipendenti sono in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna mentre tra le SCF, il 65% ha sede in Lombardia o Veneto. NAFOP e AssoSCF sono il punto di riferimento per tutta la community e coinvolgono persone provenienti dal settore, ma anche da altri settori, primi fra tutti i commercialisti, perfettamente compatibili e con competenze complementari a quelle degli advisor FeeOnly.

Quali sono i traguardi raggiunti da Nafop nel corso della sua attività a sostegno della consulenza indipendente?

Nafop è l’unica associazione, oggi presente nell’Organismo di Vigilanza dei consulenti finanziari, che ha partecipato al Tavolo di Lavoro Consob del 2010 in rappresentanza di persone fisiche e giuridiche, dove si posero le basi per l’affermazione in Italia dei Consulenti indipendenti e delle SCF.
Nafop è stata l’unica associazione a redigere un documento con le Linee Guida per la prestazione della consulenza, in conformità al Regolamento Consob 17130 che, fino alla fine del 2018, ha guidato l’attività degli indipendenti come strumento di autoregolamentazione dell’intera categoria.
Nafop ed AssoSCF partecipano a tutte le consultazioni nazionali ed europee. Particolare soddisfazione ha regalato la consultazione del 2016 con la quale abbiamo ottenuto per tutti i consulenti e le SCF la “offerta fuori sede”. In passato non era infatti consentito che noi indipendenti potessimo promuovere l’attività fuori dal nostro ufficio e firmare i contratti di consulenza presso il domicilio del cliente.
Un altro traguardo è stato ottenuto con la consultazione del 2019 che ha permesso l’ottenimento della promozione e della prestazione del servizio con tecniche di comunicazione a distanza del servizio di consulenza.

Il legislatore europeo sta mettendo a punto la nuova direttiva Mifid 3. Cosa propone Nafop?

Nel giugno 2020 Nafop ha chiesto il divieto delle commissioni e affermato la necessità di una consulenza “Fully Independent” anziché “on Independent basis”. Con questo intervento, unici soggetti nel panorama nazionale, abbiamo posto l’accento sul fatto che la consulenza deve essere svolta da soggetti dotati del requisito di indipendenza soggettiva ed abbiamo chiesto che questa nostra richiesta venga resa ufficiale all’interno dei lavori per la nuova Mifid 3.

Ieri è entrato in vigore il Regolamento UE sulla finanza sostenibile SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation). Con questa iniziativa l’Ue intende informare gli investitori circa le procedure adottate nell’ambito dei servizi di investimento in riferimento ai rischi di sostenibilità sociale ed ambientale. Alla luce della normativa, quali sono le azioni immediate dei Consulenti autonomi e delle SCF?
La normativa, per una completa applicazione, richiede l’approvazione a livello europeo degli RTS (Standard Tecnici di Regolamentazione), prevista entro la fine di questo anno. Le Autorità di Vigilanza hanno però specificato che il Regolamento deve essere attuato da subito, per quanto possibile, in assenza degli RTS. Pertanto abbiamo già avvisato tutti i colleghi con delle indicazioni specifiche sul tema. Devono subito integrare il Documento Informativo Precontrattuale. Devono poi integrare sul proprio sito web lo stesso documento con le informazioni riportate circa i rischi di sostenibilità ambientale e sociale, e inserire nel sito anche l’informativa ai sensi dell’art. 4 del Regolamento. Infine, abbiamo ricordato alle SCF con amministratore unico di verbalizzare nel registro vidimato la suddetta integrazione e alle SCF con consiglio di amministrazione di ratificare l’integrazione alla prima occasione utile.

E i prossimi step quali saranno?
Il regolamento prevede di integrare le proprie procedure con i criteri utilizzati nella selezione dei prodotti finanziari oggetto di consulenza, per includere valutazioni sul rischio di sostenibilità. Per il momento siamo in attesa dell’approvazione degli standard tecnici che dovrebbe avvenire entro la fine del 2021.