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La consulenza finanziaria in Italia accelera. A febbraio, le reti associate ad Assoreti hanno messo a segno una raccolta netta complessiva di 6,5 miliardi di euro, segnando un balzo del 65,6% rispetto a gennaio e un incremento dell’8,1% su base annua. Un risultato che consolida il ruolo dei consulenti finanziari come pilastro del mercato del risparmio delle famiglie italiane, in un contesto macroeconomico ancora segnato da incertezze e alta volatilità.
Il risparmio gestito si conferma il motore principale della raccolta mensile, con flussi netti di 3,7 miliardi di euro (+13,8% a/a), mentre il risparmio amministrato tocca 2,8 miliardi (+1,4% a/a).
Gli strumenti finanziari contribuiscono per 1,7 miliardi di euro (-37,9% a/a), mentre la liquidità registra 1,1 miliardi di euro.
Raccolta da inizio anno
Nei primi due mesi del 2026, la raccolta netta delle reti raggiunge 10,4 miliardi di euro, con una sostanziale equi ripartizione tra risparmio gestito (5,3 miliardi, +11,1% a/a) e risparmio amministrato (5,1 miliardi, +8,2% a/a).
La raccolta netta mensile associata ai servizi di consulenza con fee si attesta a 1,4 miliardi (+6,8% a/a), mentre da inizio anno i flussi netti legati a questa tipologia di consulenza raggiungono 2 miliardi di euro. A fine febbraio, i clienti che usufruiscono dei servizi di consulenza delle associate sono 5,486 milioni, con un incremento di circa 60 mila unità nei primi due mesi dell’anno.
Marco Tofanelli, Segretario Generale di Assoreti, commenta:
“L’evoluzione della raccolta dimostra come la consulenza finanziaria stia assumendo un ruolo sempre più strutturale nel comportamento delle famiglie italiane. Non si tratta solo di orientarsi tra prodotti, ma di affrontare decisioni sulla base dei reali bisogni, in un contesto complesso, con un respiro di lungo periodo.”
Risparmio gestito: fondi e polizze trainano
La distribuzione diretta di quote di fondi comuni genera una raccolta netta di 1,9 miliardi (+11,6% a/a). Il principale contributo proviene dai fondi esteri (1,6 miliardi, +7,9% a/a), mentre i fondi italiani si attestano a 158 milioni (-14% a/a).
Le preferenze di investimento restano orientate verso i fondi obbligazionari (815 milioni) e i flessibili (501 milioni), con contributi positivi anche per azionari (98 milioni) e monetari (36 milioni). I fondi bilanciati raccolgono 18 milioni.
Le gestioni patrimoniali registrano allussi per 761 milioni (+15,6% a/a), con prevalenza per le gestioni patrimoniali in fondi (GPF, 428 milioni), dove cresce l’interesse per le linee azionarie.
Buone notizie anche per i prodotti assicurativi e previdenziali, che raccolgono 1,1 miliardi (+16,4% a/a), guidati dalle polizze unit linked (1 miliardo). Le polizze vita tradizionali apportano 152 milioni, mentre i prodotti multiramo segnano un deflusso di 183 milioni. La raccolta su fondi pensione e piani individuali pensionistici raggiunge complessivamente 123 milioni.
Nel complesso, il contributo delle reti alla distribuzione diretta e indiretta di OICR aperti è pari a 3,1 miliardi, a fronte di un saldo di sistema negativo per 573 milioni. Da inizio anno l’apporto sale a 4,4 miliardi, compensando i deflussi degli altri operatori e portando in positivo il bilancio dell’intera industria (2,6 miliardi).
Risparmio amministrato: ETF e certificate in evidenza
Nel comparto amministrato, l’interesse si conferma elevato per gli ETF, con nuovi investimenti netti per 703 milioni. Seguono i certificate (346 milioni) e i titoli azionari (183 milioni).
Bilancio positivo anche per le obbligazioni corporate (165 milioni) e, in misura minore, per i titoli di Stato (118 milioni).