Fonte: Ocf
Nell’era della trasformazione digitale, la figura del consulente finanziario si conferma sempre più centrale per accompagnare risparmiatori e famiglie in un contesto economico, normativo e tecnologico in continua evoluzione.
La digitalizzazione può semplificare processi e aumentare l’efficienza, ma non può sostituire l’ascolto, il giudizio e la responsabilità: elementi che costituiscono il cuore della professione.
Cavalcare la digitalizzazione
Oggi al consulente è richiesto molto più che la padronanza di strumenti digitali: è chiamato a governare il cambiamento, selezionare le tecnologie più efficaci per ciascun cliente, saper distinguere tra automazione e personalizzazione.
In questo senso, come ho avuto modo di affermare, l’intelligenza artificiale sarà sempre di più un utile alleato per il risparmiatore solo se potrà ‘dialogare’ sotto la supervisione dell’uomo, del consulente finanziario. Il valore umano, la capacità di interpretare i bisogni e costruire fiducia, sono ancora – e lo saranno sempre – il vero vantaggio competitivo della consulenza finanziaria.
Digitalizzazione e semplificazione sono opportunità straordinarie ma richiedono una visione lucida senza perdere l’equilibrio tra efficienza e responsabilità.
Negli ultimi anni la categoria ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento. I consulenti finanziari non si sono limitati a reagire alla crisi pandemica, ma hanno saputo cogliere le opportunità offerte dalla tecnologia per consolidare la relazione con i clienti, anche in modalità virtuale.
Ottimizzare tempi e strumenti di lavoro.
L’OCF ha accompagnato questa evoluzione rinnovando profondamente i propri processi: digitalizzazione dell’Albo, automazione delle procedure, vigilanza orientata alla verifica di criteri di anomalia sempre più supportata dall’analisi dei dati. Ma il nostro obiettivo resta chiaro: mettere il professionista nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo con efficacia, trasparenza e autonomia.
Oggi il consulente deve saper essere, allo stesso tempo, interprete e guida. Deve saper leggere il contesto, aggiornare costantemente le proprie competenze e accompagnare il cliente in un percorso di consapevolezza. È per questo che riteniamo la formazione continua un pilastro irrinunciabile: non solo per l’adeguatezza normativa, ma come strumento di crescita e differenziazione professionale.
All’OCF stiamo lavorando per arricchire l’offerta formativa, renderla più accessibile, vicina alle esigenze dei consulenti e in linea con l’evoluzione degli strumenti e delle aspettative del mercato.
Le nuove generazioni
La sfida riguarda anche le nuove generazioni. In questi mesi abbiamo confermato una misura concreta a favore dei professionisti under 30: la riduzione del contributo annuo di iscrizione, pensata per favorire l’ingresso di giovani talenti e riconoscere l’importanza della diversità generazionale nella professione. Sono proprio i giovani consulenti – spesso digitalmente nativi – a portare un contributo prezioso di visione, apertura e capacità di integrare tecnologia e relazione.
La professione è in crescita: al 31 dicembre 2024 gli iscritti all’Albo erano 52.779, in aumento rispetto all’anno precedente. Cresce anche la presenza femminile e si rafforza la qualità complessiva della categoria. Lo dimostrano i dati della nostra attività di vigilanza, che confermano un tasso di delinquency molto contenuto. È la prova che il consulente finanziario, oggi più che mai, è un presidio di fiducia e professionalità per il risparmio delle famiglie italiane.
Digitalizzazione e semplificazione sono opportunità straordinarie, ma richiedono una visione lucida: la vera semplificazione non è la riduzione dell’impegno, ma la capacità di orientarsi in contesti complessi senza perdere l’equilibrio tra efficienza e responsabilità. Il consulente finanziario, con le sue competenze e la sua capacità relazionale, resta protagonista di questa evoluzione. Ed è su di lui – sulla sua formazione, sulla sua attenzione alla persona – che si costruisce il futuro del sistema.
L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di ottobre 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.