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Consulenti finanziari: dominare o essere dominati? Le nuove regole del futuro

Non è la prima volta che capita. Una nuova tecnologia irrompe nella nostra vita, nel modo di produrre o di consumare, nel come lavoriamo o anche semplicemente nelle alternative a disposizione per passare il tempo libero. Immediatamente ci si divide: da un lato gli entusiastici, che si gettano a capofitto alla scoperta delle opportunità che la nuova tecnologia offre; dall’altro i pessimisti, quelli che “era molto meglio prima” o “qui si va a finir male”.

Nel mezzo, la massa degli inerti che si accorge in ritardo di quello che sta accadendo e, pian piano, si adegua silenziosamente, senza tanti proclami, al nuovo stato delle cose. Non so da che parte vogliate stare voi, ma a mio avviso tutte le innovazioni tecnologiche introdotte negli ultimi 40 anni (per lo meno) hanno significativamente migliorato la nostra vita. Ha voglia ad essere nostalgici del TuttoCittà rispetto al navigatore, o della cabina del telefono rispetto allo smartphone! La stessa cosa, già ora, penso possa dirsi per l’intelligenza artificiale: prima non c’era, adesso c’è. Meglio adesso.

Ma come diceva un vecchio slogan pubblicitario, la potenza è nulla senza il controllo: specie nel caso dell’AI o si domina o si è dominati. Nel senso che chi sarà in grado, anche senza essere per forza entusiastico, di sfruttare questa nuova tecnologia per migliorare la propria produttività riuscirà probabilmente a mantenere il proprio posizionamento competitivo e a rimanere sul mercato. Gli altri avranno non pochi problemi.

AI e consulenza finanziaria

Ed allora, riferendoci al settore della consulenza finanziaria, come si dovrebbe procedere? Innanzitutto conoscere, o meglio prendere conoscenza del fenomeno, in tutte le sue sfaccettature: l’AI non è infatti una cosa sola (anche se spesso la identifichiamo con il chatbot che più usiamo), ma tante insieme. È da credere, ad esempio, che sempre di più le stesse mandanti dei consulenti finanziari svilupperanno forme di AI captive per migliorare l’efficienza dei propri uomini.

L’importanza della formazione

Un secondo aspetto attiene invece al “cosa me ne faccio dell’AI?” se sono un consulente finanziario. Il rischio, infatti, è quello di perdersi in un mare magnum di applicazioni potenziali senza trovare quella che veramente può far svoltare nella propria attività lavorativa.
Anche qui, allora, occorre formarsi adeguatamente e, se del caso, formare anche i propri collaboratori: i corsi disponibili sul mercato di certo non mancano.

La strada per il futuro

Mi permetto allora di dare ai consulenti solo alcune brevi considerazioni/suggerimenti. Per prima cosa non credo che l’AI sostituirà il vostro lavoro, come non pochi temono: non è successo con internet né con i robo-advisor. Non succederà adesso. Ma il modo di relazionarsi con il cliente (che anche lui capirà come usare un chatbot) probabilmente si modificherà. Meglio prevenire allora. Secondo: non pensiate voi stessi che l’AI farà per voi il vostro lavoro! L’AI può accrescere la vostra produttività, specie per aspetti operativi routinari. Ma davanti al cliente poi ci dovete andare voi, e solo voi siete in grado di comprenderne le esigenze più profonde.
Chi sarà in grado di sfruttare questa nuova tecnologia per migliorare la propria produttività riuscirà a mantenere il proprio posizionamento competitivo in futuro.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di ottobre 2025 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.