Consob: alert rischi Tobin Tax. Vegas: “nemico non è spread”

6 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Sull’adozione della Tobin Tax, tema su cui sono emersi contrasti tra i Paesi dell’Unione europea, “permane il rischio di spiazzamento, forse anche irreversibile, sui mercati in termini di delocalizzazione di importanti comparti dell’industria finanziaria nazionale e di penalizzazione per l’operatività in strumenti derivati”.

E’ quanto ha affermato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel corso del suo intervento all’incontro annuale con il mercato finanziario, parlando dell’imposta sulle transazioni finanziarie.

Superato, o perlomeno attenuato, l’effetto contagio che “dopava” lo spread “oggi dobbiamo guardare alla parte di spread che è imputabile solo a noi stessi, il nostro nemico non è più fuori di noi e dentro gli inafferrabili mercati ma nelle imprese che chiudono e nel lavoro che manca”.

“Dopo vent’anni di stagnazione economica e cinque di intensa crisi, ci siamo resi conto che i rimedi congiunturali non sono sufficienti, bisogna fare di più – ha proseguito Vegas – Bisogna mettere l’economia produttiva in grado di ripartire”.

“Paghiamo il prezzo di errori del passato”, ha sottolineato Vegas, ma bisogna guardare avanti e, citando Tucidide, ha affermato: “E’ inutile accusare il passato più di quanto giovi al presente…bisogna invece provvedere al presente per amore del futuro, senza risparmiare nuove fatiche”.

Ancora, ha detto il numero uno della Consob, le decisioni assunte lo scorso anno dalle istituzioni europee e in primo luogo dalla Bce hanno portato a un certo allentamento delle tensioni sui mercati ma “la tregua è fragile”, dopo cinque anni la crisi in Europa “non volge ancora al termine” e il nostro Paese “ne soffre gli effetti più di altri”.

Citando gli eventi dei primi mesi dell’anno, tra cui la crisi di Cipro, che sono tornati a “scuotere” i mercati, Vegas afferma: “le prospettive dell’attività economica dell’eurozona rimangono deboli e la fase recessiva che caratterizza i Paesi periferici mette a repentaglio il risanamento dei conti pubblici e ne amplifica la vulnerabilità a rinnovare turbolenze dei mercati”.

“In questo perdurante quadro di incertezza – ha proseguito Vegas – i mercati continuano a essere esposti a comportamenti emulativi da parte degli investitori e a fenomeni di contagio che allontanano i corsi azionari dai valori fondamentali delle imprese e la funzione di canalizzazione del risparmio ne risulta gravemente compromessa”.(TMNEWS)