Confindustria: No ai “costi minimi” dell’autotrasporto

16 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Confindustria esprime forte preoccupazione per l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di un decreto legge sull’autotrasporto che comporta il sostanziale ripristino di un sistema para-tariffario, basato su costi minimi imposti alla libertà negoziale delle imprese o introdotti mediante accordi di settore. Si tratta di misure che aggravano i costi delle imprese e che sono chiaramente anticoncorrenziali, come evidenziato in modo incontestabile dalla stessa Autorità Antistrust. Occorre porre fine ad una politica dell’autotrasporto impostata su sussidi e deroghe normative – anche rispetto ai più elementari principi dell’ordinamento comunitario – che hanno l’effetto di perpetuare la situazione di inefficienza e di irregolarità di cui soffre larga parte di questo settore. Il provvedimento introduce anche norme di dubbia sostenibilità giuridica, come la “responsabilità solidale” del committente al pagamento del trasportatore finale, che rischia di imporre alle imprese committenti di pagare due volte per le stesso servizio. Queste norme si aggiungono ai notevoli sostegni economici gia assicurati all’autotrasporto: 700 milioni di euro quest’anno e altrettanti promessi per il prossimo, in aggiunta ai 3,5 miliardi già erogati dal 2000 al 2009. Infine, desta forti peplessita il ricorso al decreto legge perché non si comprendono altri motivi di urgenza se non quelli di un’ingiustificabile minaccia di fermo da parte degli autotrasportatori. Si tratta di un precedente grave che apre il fianco ad altre rivendicazioni corporative. Confindustria chiede che il decreto non venga convertito in legge e che si apra una fase di dialogo volta a risolvere i problemi veri del settore, in un quadro coerente con i principi della concorrenza, del mercato unico europeo e della competitività del sistema economico.