Con uno strappo sul finale Wall Street ai nuovi massimi pluriennali

18 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – A meta’ seduta il mercato sta cercando di reagire e aggiornare i massimi pluriennali toccati di recente, dopo che gli investitori sono stati innervositi dalle persistenti tensioni nell’area mediorientale e dalla nuova stretta sul credito annunciata in Cina.

Il Dow ha guadagnato lo 0,59% a quota 12.391, il Nasdaq lo 0,08% in area 2.834, l’indice S&P 500 lo 0,19% a 1.343 punti. Il paniere delle blue chip guadagna oltre 65 punti, risultando il miglior indice dei tre principali di borsa, un giorno dopo aver toccato un altro massimo pluriennale.

All’interno del Dow, hanno perso quota Caterpillar (+2,4%), Travelers (+1,91%) e Chevron (+1,6%), mentre Alcoa (-1,37%) e Pfizer (-0,93%). S&P e Nasdaq hanno chiuso sostanzialmente inveriati dopo aver raggiunto massimi pluriennali. L’indice di volatilita’ del Vix e’ salito sopra quota 16. A livello di settori, bene energetici, beni al consumo discrezionali e industriali, mentre materiali di base e tecnologici hanno ritracciato.

L’ok dell’Egitto al passaggio di due navi militari iraniane cariche di missili attraverso il Canale di Suez ha spinto in rialzo i prezzi del petrolio in particolare sul Brent londinese. Ad attirare l’attenzione del mercato e’ stato anche il discorso proferito da Bernanke a Parigi in occasione della riunione di due giorni del G20.

Focus anche sulle parole pronunciate da Bini Smaghi circa l’eventualita’ di un rialzo dei tassi in Europa, che hanno dato il via alla rimonta dell’euro, che si e’ riportato in area $1,37. il membro del Cda della Banca Centrale europea, Lorenzo Bini Smaghi, ha detto che l’istituto potrebbe alzare i tassi per contrastare il rincaro dei prezzi al consumo. I commenti hanno spiazzato il mercato, perche’ solo quattro giorni fa Bini Smaghi aveva detto che l’inflazione era sotto controllo.

Gli investitori in Usa hanno preferito comunque non fare mosse avventate, anche in vista del weekend lungo (lunedi’ la borsa americana sara’ chiusa in occasione del Presidents’ Day) e della scadenza di alcuni contratti e opzioni.

Le Borse europee hanno chiuso deboli, allontanandosi dai massimi degli ultimi due anni e mezzo registrati nelle ultime sedute. L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha ceduto uno 0,1%, snobbando di fatto l’andamento positivo di Wall Street. Londra ha chiuso intorno alla parita’ (-0,07%), cosi’ come Parigi (+0,17%). A fare peggio sono state Milano (-0,51%) e Madrid (-0,40%). In volata poi il listino greco (Atene +3,16%) sulla possibilita’ di fusioni tra banche. Piazza Affari in rosso.

Sui listini mondiali si e’ fatta sentire la decisione della banca centrale cinese di ordinare un’altra stretta sul credito, aumentando le riserve sui depositi delle banche dello 0,5%: si tratta della seconda manovra di questo tipo dagli inizi dell’anno, annunciata dopo ben sei aumenti di riserve bancarie messi in atto nel 2010.

Pechino ha la tendenza ad annunciare misure di politica monetaria in vista del fine settimana, con l’effetto di innervosire gli investitori. I mercati guarderanno con estrema attenzione i commenti che usciranno dalla riunione di due giorni dell’incontro dei 20 ministri delle Finanze dei paesi piu’ potenti al mondo, che ha preso il via ieri a Parigi. Uno degli obiettivi dichiarati del meeting e’ la lotta agli squilibri mondiali.

A far parte dell’appuntamento e’ stato anche l’intervento che il numero uno dell’istituto centrale americano, Ben Bernanke, ha tenuto alle 14 italiane, in cui il banchiere ha difeso le misure di Quantitative Easing 2. Alle 15:45 e’ stato il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner, che durante un discorso sullo stato di salute della ripresa mondiale, ha segnalato un “giustificabile e crescente” aumento della fiducia dei mercati circa una ripresa globale.

Sugli altri mercati, i futures con scadenza marzo del petrolio segnano un rialzo dello 0,19% a $86,2 il barile. I contratti con scadenza aprile dell’oro guadagnano lo 0,25% a $1.388,6 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro sale dello 0,69% a $1,37. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale vale il 3,589%, in rialzo di 1,5 punti.