Con Brexit e Covid supermercati vuoti. Pronto ad intervenire l’esercito

10 Agosto 2021, di Redazione Wall Street Italia

Supermercati vuoti e lunghe file: è la situazione con cui la Gran Bretagna sta facendo i conti da qualche settimana. A pesare sull’approvigionamento alimentare sono sia la Brexit sia l’ingente numero di persone costrette a isolarsi dopo essere entrate in contatto con un positivo Covid. La situazione è così grave che l’esercito sarebbe già pronto a entrare in azione.

Il Regno Unito sta affrontando il “peggiore periodo di carenza di cibo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale” secondo il miliardario inglese Ranjit Singh Boparan, proprietario di 2 Sisters Food Group, noto come Il ‘re dei polli’, per il suo business nel campo delle carni bianche.

Dopo Covid ora c’è anche carenza cibo nel Regno Unito

Nelle ultime settimane, per via della risalita della curva di contagi, il Regno Unito è piombato in quella che è stata battezzata come ‘pingdemia‘, pingdemic in inglese, termine che deriva dal verbo inglese ‘to ping’, che letteralmente vuol dire ‘tintinnare’, ma che ha assunto il significato di essere segnalato dall’app dell’NHS, il servizio sanitario nazionale britannico.

L’app avvisa quando c’è stato un contatto ravvicinato per un certo tempo (almeno 15 minuti) a una persona risultata positiva. In caso di segnalazione, occorre isolarsi per 10 giorni ed essere sicuri, tramite test, di essere negativi prima di uscire.
Per via di questa app, decine di migliaia di persone ogni giorno stanno ricevendo segnalazione per essere entrati in contatto con una persona che successivamente ha scoperto di essere positiva. E quindi devono mettersi in isolamento per qualche giorno e poi fare un test.

Brexit, pronto ad intervenire l’esercito per i trasporti

I mancati rifornimenti di generi alimentari sono legati alla carenza di camionisti: 100mila in meno rispetto a tempi pre-Covid, secondo la Road Haulage Association (Rha), l’associazione per gli autotrasporti.
Secondo i media inglesi, i camionisti che lavoravano nel Regno Unito provenivano soprattutto dall’Est Europa. E con le restrizioni causate sia dalla pandemia che dalla Brexit, hanno preferito lavorare in altri Paesi.

A confermare un possibile intervento dell’esercito in questa farse post Brexit è intervenuto anche un portavoce di Downing Street. Sul fronte militare, sarebbero 2.000 gli autisti del Royal Logistics Corps pronti a intervenire.
Secondo quanto evidenziato dal Corriere della Sera per far sì che l’operazione sia rapida, i membri dell’esercito potrebbero essere inviati in varie zone del paese e alloggiare in alberghi e ostelli.

“Predisporre l’intervento dell’esercito è una soluzione a breve termine – hanno evidenziato dall’associazione Rha -. Dobbiamo chiederci come attirare i guidatori che ci servono”. Insomma una nuova grana per il premier Boris Johnson.