Con abolizione Imu c’è chi potrà vivere in un castello

15 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il sogno potrebbe diventare realtà. Se la legge di Stabilità confermerà il tanto annunciato stop alla tassa sulla prima casa, potrebbe diventare più facile vivere in un castello in Italia piuttosto che venderlo. Un’indagine condotta dal portale dedicato agli immobili di lusso, LuxuryEstate.com in collaborazione con Immobiliare.it, ha analizzato la pressione fiscale che grava sui castelli di tutta Europa.

In Italia attualmente l’Imu, l’Imposta Municipale Propria che insieme alla Tari e alla Tasi costituisce la IUC, acronimo di Imposta Unica Comunale, non è dovuta sull’abitazione principale tranne quando questa sia classificata nelle categorie catastali definite di pregio e di lusso, tra cui vi rientra la categoria A9, ossia castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici.

Chi è oggi proprietario di un castello deve pagare l’Imu in sostanza, ma le cose potrebbero cambiare dal 1 gennaio 20165 quando entrerà in vigore la prossima Legge di Stabilità con la cancellazione della tassa sulla prima casa e quindi anche l’Imu sui castelli. Potrebbe essere quindi un incentivo per i proprietari a risiedere nel castello e non certo a venderlo.

Ovviamente acquistare un castello non è certo un’operazione che possono fare tutti. I prezzi sono di per sé molto alti. Si parla di cifre che si aggirano intorno ad 1 milione di euro, potendo arrivare anche a 15-20 milioni.

Ma com’è la situazione nel resto d’Europa? Nell’indagine condotta da LuxuryEstate.com, nel Regno Unito a differenza che nel nostro paese è più facile trovare castelli abitati anche perché i costi di mantenimento possono essere sostenuti anche da società che aiutano i proprietari purché aprano una parte delle loro dimore ai visitatori. Per chi volesse comprare un castello nel Regno Unito però ci sono da considerare le tasse da pagare che non sono certo basse. Basti pensare che in Scozia, la Land and Building Transaction tax, la tassa prevista è salita recentemente dal 7 al 12 per cento.

Migliori le prospettivi in Spagna dove chi vuole acquistare un castello, se viene riconosciuto come monumento storico di interesse culturale, non si deve pagare la tassa di proprietà. In Francia non vi è alcuna distinzione tra abitazione ordinarie e castelli, mentre in Germania il Fisco è più clemente prevedendo tasse sulla proprietà tra il 3,5 e il 5 per cento del valore dell’immobile.

(Aca)