Computer e tablet ci rendono passivi e ci indeboliscono

19 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dipendiamo sempre più dalle macchine e dai computer e ormai questa cosa è palese. Gli esempi che si possono fare sono innumerevoli, pensiamo ai computer usati dai dottori negli ospedali, o a quelli di chi lavora nelle banche, o ancora a quelli usati dagli architetti.

Se ci concentriamo poi sugli smartphone, sulle App e su tutti i dispositivi tecnologici che usiamo giornalmente, la lista può andare avanti all’infinito. Aggiungiamoci i vari siti che ci aiutano a rispondere alle più svariate domande, come Google e Wikipedia, e capiamo che oramai siamo tutti dipendenti dagli strumenti informatici.

Alcuni psicologi, come racconta The Atlantic, hanno scoperto che quando lavoriamo con i computer, spesso siamo vittime di due disturbi: il compiacimento e il pregiudizio.

Entrambe sensazioni che possono minare le nostre prestazioni e indurci a commettere errori.

Il compiacimento si verifica quando una persona è fiduciosa del fatto che la macchina che ha davanti a sé funzioni alla perfezione e possa gestire qualsiasi problema venga fuori. Questo porta al disimpegno e alla disattenzione, nella convizione che la macchina sia in grado di fare tutto.

Il pregiudizio invece si verifica quando riponiamo troppa fiducia nella accuratezza delle informazioni provenienti dai computer. La nostra fiducia nel software diventa così forte che ignoriamo altre fonti di informazione, tra cui quelle più naturali che provengono dai nostri occhi e dalle nostre orecchie. E così quando un computer fornisce dati errati o insufficienti, restiamo ignari o non li calcoliamo.

Si tratta di un problema che coinvolge quasi tutti i campi di lavoro. Dai medici ai piloti, dagli architetti agli scienziati. Più passa il tempo, più la tecnologia si evolve e più siamo “drogati” e influenzati da questa.

Siccome rendono la nostra vita più semplice, i computer, secondo lo studio, ci indeboliscono e diminuiscono la nostra attenzione, trasformandoci da attori protagonisti ad osservatori passivi.

È stato infine osservato, attraverso altri studi, che la gente impara molti più vocaboli quando ha la mente attiva, o meglio ancora, quando si impegna attivamente in un compito, cosa che accade difficilmente con l’aiuto dei computer.

Ma nessuna macchina è infallibile e prima o poi anche le tecnologie più avanzate avranno difficoltà.