CLASS ACTION, I DUBBI DELLE BANCHE

4 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 4 apr – “Sulla class action chiediamo una profonda riflessione in sede legislativa per conciliare con equilibrio quelli che devono essere gli obiettivi alla base di questo strumento: tutela del consumatore, snellimento del carico del contenzioso e presidio dell’integrità del sistema delle imprese”. Nessuna pregiudiziale al varo di una legge dal presidente dell’Abi, Corrado Faissola, oggi in audizione alla Commissione Giustizia della Camera, ma la richiesta di modifiche di punti critici: “soprattutto alla luce di un provvedimento fortemente innovativo e che può essere connotato da un elevato rischio di abusi”. Chiarezza sui soggetti legittimati ad agire, soluzione al rischio di proliferazione delle cause collettive, procedura giudiziaria adeguata. Sono questi gli elementi segnalati da Abi su cui “è necessaria un’approfondita riflessione” per tre ragioni: per dotare di garanzie sempre più stringenti di professionalità e di serietà chi promuove, assumendosene tutte le responsabilità, azioni in grado di influenzare profondamente il mercato e le imprese; per introdurre meccanismi di azione di classe che rispondano ad obiettivi reali di snellimento del carico del contenzioso presso le sedi giudiziarie; perchè la classe sia precisamente circoscritta dal giudice. Faissola ha sottolineato la necessità che si tenga conto del dibattito che si sta svolgendo in materia anche in ambito europeo, ricordando le posizioni recentemente espresse dal Commissario per la protezione dei consumatori, Meglena Kuneva, e dal Commissario per la concorrenza, Neelie Kroes, secondo cui un eventuale progetto europeo dovrebbe differenziarsi decisamente dal sistema della class action statunitense, per evitarne i difetti e gli abusi. Il presidente dell’Abi ha anche evidenziato il ruolo svolto dai meccanismi di soluzione alternativa delle controversie, dalla conciliazione all’Ombudsman.