NEW YORK (WSI) – I tassi di interesse sono stati tagliati 600 volte dal 2008 a oggi in tutto il mondo, ma non è bastato. L’ultima in ordine di tempo è stata l’India, in teoria tra le poche nazioni in via di Sviluppo con un’economia in crescita.
Per uscire dalla crisi attuale le banche centrali dovrebbero unire le loro forze. Il consiglio viene da Citigroup che parla di “fusione a freddo”.
Mentre il Fondo Monetario Internazionale si prepara a ridurre ancora una volta le previsioni sull’economia globale, le autorità di politica monetaria stanno finendo le munizioni volte ad alimentare la ripresa.
Banca del Giappone e Bce non hanno escluso l’ipotesi di comprare altri bond ed estendere la durata del programma di Quantitative Easing, ma ci sono dubbi circa l’efficacia di nuove misure con tassi ancora bassi su livelli record e un’inflazione sottomessa, ben al di sotto degli obiettivi stabiliti dalle banche centrali.
Le politiche messe in atto favoriscono i mercati finanziari arricchendo chi investe in Borsa, ma non fanno molto per rilanciare l’economia reale.
Se il rallentamento della Cina dovesse contagiare anche le economie dei paesi industrializzati, i governi dovrebbero intervenire. Per BofA Merrill Lynch c’è una possibilità su quattro che quest’anno il mondo ripiombi in una fase di recessione.
Le misure di stimolo monetario hanno fallito, non sono riuscite a produrre crescita reale e nemmeno inflazione, come sottolineato dal gestore di Janus Capital Bill Gross. “Le politiche fiscali sono l’altra parte del’equazione di cui c’è bisogno per riportare le economie dove vogliamo che siano”.
(DaC)