Cipro: Turchia sospende contratti con Eni

27 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La Turchia ha sospeso gli accordi siglati con Eni, causa il ruolo attivo che l’azienda del cane a sei zampe ha nelle operazioni di estrazione di petrolio e di gas nell’isola di Cipro.

La notizia, non ancora ufficiale, è stata riportata da fonti vicine al ministero dell’Energia della Turchia. Eni aveva concluso un contratto sul progetto Samsun-Ceyhan, ovvero su un oleodotto che avrebbe dovuto trasportare il petrolio dal Mar Nero alla costa mediterranea della Turchia.

Alla fine di gennaio, Eni ha anche siglato un accordo con il Ministero del commercio, dell’industria e del Turismo di Cipro, al fine di creare tre blocchi offshore nel bacino del Levantino e dunque di dare il via ad attività di esplorazione e produzione nei Blocchi 2, 3 e 9, che sono situati nelle acque profonde cipriote del bacino, per una superficie di 12.530 chilometri quadrati.

In questo modo, la società ha inaugurato il suo ingresso nell’isola, che però ora è in pieno caos.

Il motivo della decisione della Turchia ha però una natura storico-geopolitica. L’isola di Cipro è divisa infatti tra l’area sud che parla la lingua greca e quella del nord che invece parla turco. E la Turchia riconosce solo l’esistenza della Repubblica turca del Nord di Cipro, che è stata proclamata nel 1983.

Ultimamente, le autorità turche hanno poi affermato che le riserve di gas dovrebbero apportare beneficio a entrambe le comunità.

La Turchia è contraria alle esplorazioni avviate dal governo cipriota e le definisce “illegali”. Inoltre Ankara ha avviato proprie esplorazione nelle acque di Cipro nord, l’area dell’isola occupata appunto dalla Turchia.