Cinesi più affamati che mai di aziende straniere. Usa impotenti

22 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Crisi o non crisi, i cinesi continuano a fare incetta di societa’ straniere. Secondo gli ultimi dati di Dealogic, da inizio anno a oggi sono circa 102 le operazioni di fusioni e acquisizioni portate avanti da società cinesi per un ammontare totale di 81,6 miliardi di dollari.

Si tratta di un balzo avanti significativo rispetto allo scorso anno, quando nello stesso periodo erano state calcolate 72 operazioni per un valore di 11 miliardi di dollari.

E secondo le stime, il tasso di crescita non e’ destinato a rallentare. E questo non solo per il calo delle quotazioni, che rende piu’ appetibili le potenziali prede, ma anche per il rallentamento della Cina, che lo scorso anno ha sperimentato il piu’ basso tasso di crescita da 25 anni.

Il motivo? “Con la frenata della crescita, i gruppi cinesi sono a caccia di strade esterne che alimentino i ricavi” ha spiegato a Business Isider, Vika Seth, analista di Credit Suisse.

Nel mirino delle società’ cinesi ci sarebbero soprattutto i gruppi americani. Secondo un recente sondaggio condotto dallo studio legale  O’Melveny & Myers a rendere particolarmente attraenti le società a stelle e strisce sarebbe il tasso di crescita dell’economia.

Circa meta’ degli intervistati hanno indicato gli Stati Uniti come il mercato piu’ attraente per investire, anche se il 47% ha indicato nelle leggi e nei regolamenti la barriera principale per accedere al mercato a stelle e strisce.